SCENE DA UN MATRIMONIO
DAL FESTIVAL DI SANREMO ALLA SCENA SULL’ALTARE
RITORNO AL PASSATO
6 Luglio 1996
Dopo una notte insonne, trascorsa tra “Inno alla Gioia” e “Fratello Sole e Sorella Luna”, arriva l’evento fatidico, preparato con il consueto Entusiasmo, con la stessa leggerezza e con il medesimo brio che contraddistingue una persona allegra per natura, misti alla tensione per un giorno unico, irripetibile e memorabile.
SARÁ GIOIA
La promessa.
Duetto nero – Vesto nero vedo rosa (sempre)
Gli sposi arrivano in auto accompagnati dal Padre dello Sposo.
Un’auto nera, Alfa Romeo, tirata a lucido, interamente avvolta da un fiocco bianco, arriva alla Chiesetta scelta per la cerimonia.
Amici, parenti e curiosi raccolti davanti alla Chiesa, in attesa della “Coppia dell’Anno”.
L’Interprete e l’argentiere.
La Sposa in un lungo abito bianco, cucito ad hoc, modello scelto da lei, personalizzato secondo i suoi gusti. Profondo scollo anteriore, perché il décolleté è uno dei punti forti della Sposa…
Decorosa sì, “abbottonata” no.
Acconciatura particolare, ma non da “Principessa”, capelli raccolti, con riccioli rossi morbidi e disciplinati. Non il consueto “Look Medusa” indisciplinato e selvaggio.
Lo Sposo elegante, abito blu, sobrio come di consueto, capelli ben pettinati e ordinati.
Un “Damerino”.
La “Selvaggia” e il “Maggiordomo”.
La Coppia perfetta: gli opposti si attraggono e si “pigliano” (cit. Nonna Rita).
Musica…
Marcia nuziale tradizionale
Gli Sposi entrano: lei accompagnata dallo Sposo.
Nota distintiva: non avendo il Papà, ho voluto che fosse il futuro marito ad accompagnarmi all’altare.
La Madre della Sposa, la famosa Nonna Rita, vestita di tutto punto, semplice, eppure sobria, la consueta crocchia d’argento che la contraddistingueva, neppure un filo di trucco, aria corrucciata…
Ma come? Invece di essere contenta, la Mamma della Sposa…viso tirato e broncio da donna troppo seria per un giorno così importante.
Perché?
La ragione è presto spiegata.
4 figlie, ognuna con il suo carattere, la seconda, “Avvocato”, severa e intransigente, aveva discusso con Nonna Rita la sera prima.
La motivazione?
La Mamma troppo semplice, a detta di Lucia, la sorella in questione, che avrebbe voluto la Madre della Sposa truccata, con i tacchi e un’acconciatura da Donna di Alta Società.
Eppure…
Mia Madre aveva preparato un vestito ad hoc, unico, un abito semplice, ma con una nota “particolare”: un merletto fatto a mano, in fondo, quell’accessorio che l’avrebbe contraddistinta e distinta da tutte le altre donne invitate.
Quello stesso abito che ha scelto di indossare alla sua morte: aveva chiesto a mia sorella maggiore di vestirla così l’ultimo giorno sulla terra, prima di andare a fare compagnia a tante altre anime in un “Parco di anime felici”.
Era unica, davvero!
Capelli d’argento raccolti intorno alla testa, a formare una corona, naturale, eppure elegante, unica, inconfondibile, inimitabile, proprio com’era lei.
Mani curatissime, le unghie il suo vanto: non smalto, non anelli, non gioielli, eppure lei: Protagonista incontrastata della cerimonia.
I Genitori dello Sposo, dal canto loro, eleganti, aspetto molto curato e attento ai dettagli.
Che la Festa abbia inizio
Musica dei Pink Floyd.
Un Gruppo musicale ad hoc, convocato dalla Sposa.
Un matrimonio personalizzato e organizzato nei minimi dettagli.
Don Andrea, Sacerdote tradizionale, eppure elastico e di mentalità aperta.
Matrimonio in Chiesa sì, ma “Cecilia’s Style”.
“Cecilia vuoi tu prendere in Sposo Marco, promettendo di essergli fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarlo e onorarlo tutti i giorni della sua vita?”
Cecilia
Sì, lo voglio.
“Marco, vuoi tu prendere in Sposa Cecilia, promettendo di esserle fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarla e onorarla tutti i giorni della sua vita?”
Marco
Sì, lo voglio.
Sulla fedeltà eterna nutro qualche dubbio…
Ma non ti curar di questi dettagli, ma vivi e continua a cantare.
Fratello Sole e Sorella Luna…
Buio…
Interruzione di corrente.
Il Gruppo continua a suonare…
Il bello della diretta.
La Sposa ride e sorride, si gira e chiacchiera con gli invitati come se fosse a una festa di paese.
La Sorella Avvocato la redarguisce: “Cecilia, almeno il giorno del matrimonio, potresti essere seria”.
Il matrimonio è mio e lo gestisco io, se un ti garba, puoi uscire: risposta secca e decisa.
Fulminata con lo sguardo.
Risata frago(l)osa (fragole lucane) della Sposa.
“Sempre la solita”! Esclamazione stizzita di Lucia.
M’importa na… (espressione colorita toscana).
“Cecilia! Neppure in Chiesa hai rispetto.”
Te la sei voluta!
Per tutta risposta.
Le battute e il fuoco non mi mancano neppure il giorno del Matrimonio.
Scambio della pace…
Da raccontare.
Avremmo dovuto scambiarci il segno della pace: Sposo e Sposa.
E invece…
Mi giro, guardo gli invitati, i parenti e…
Parto a stringere la mano a tutti.
Abbracci e sorrisi, i parenti dello Sposo scandalizzati per una Sposa allegra all’inverosimile.
Don Andrea sempre concentrato su un particolare: lo scollo generoso della Sposa.
In fondo anche i Sacerdoti sono umani e l’Intelligenza Artificiale ancora non era presente.
Tra un canto e l’altro, arriva la fine della cerimonia: tutti si sarebbero aspettati la tipica Marcia Nuziale e invece…
An die Freude – Inno alla Gioia di Beethoven.
La Sposa prende sottobraccio Nonna Rita e l’invita a ballare “Mamma balla con me”.
“Statt’ quet’” (stai tranquilla, lascia perdere): la risposta imbronciata.
Eppure…Oh Mamma, ovvia, balla. Mi sposo solo oggi, domani potrai tornare a fare il broncio.
Nonna Rita ride di gusto: ce l’ho fatta!
Sottobraccio, la Sposa più allegra del mondo si avvia all’uscita…
Bouquet in mano.
Arrivata alla soglia…
Lancio interminabile di riso, gli invitati cantano “Oh Cecilia, you’re breaking my heart”.
“Occhio, che lo Sposo ha il cuore debole…”
Abbiamo ancora tanto tempo davanti a noi.
Come si dice a Firenze?
Mi sono tirata la fiatata da sola…
Dopo qualche anno…
Dopo la nascita del David, il Gioiello di famiglia, “U Criatur’”, la Sposa più allegra del mondo, improvvisamente “scoppiata”…
Per colpa di chi?
Non voglio rovinare la magia del racconto di un Matrimonio unico.
Sono cose che capitano.
Rassegnata mai.
Non mi vendico, ma non dimentico.
Sono stata corretta. Ho agito con la massima trasparenza. Ho la coscienza a posto.
Nonna Rita guarda ormai la Sposa da lassù, è andata a “fare compagnia agli Angioletti”, com’era solita dire all’ultima di quattro figlie, la “Tedesca”, o la “Selvaggia”, parlando del Papà praticamente mai conosciuto, perché morto prematuramente, quando io avevo solo due anni, Don Nicola, Maestro, amato e apprezzato da tutti in paese, amato dalle Donne, perché Uomo di gentile e bell’aspetto.
E se qualcuno mi chiedesse:
Back to the Future
Se tornassi indietro, ti risposeresti?
Sono convinta di quello che ho fatto, lo rifarei, perché ho scelto io di sposarmi.
Sarei la “Sposa ideale”
(Im)modestia a parte
La Donna che tutti vorrebbero
Seria, affidabile, e di gentile aspetto.
Sempre curata e attenta ai dettagli.
Ordinata anche quando indosso una tuta da ginnastica, o ho il Look “Medusa spettinato” in casa.
Ma soprattutto…
Sempre allegra e con il sorriso sulle labbra, perché…
Gli altri non c’entrano nulla con le mie paturnie, fare il muso non serve e, soprattutto, nel mio mondo suona sempre la Musica dell’Ottimismo.
Piango in silenzio, ma sono rumorosa in pubblico e contagio gli altri con il mio Buonumore.
BECAUSE…
La prima cosa che faccio la mattina, quando mi alzo, è guardarmi allo specchio, accendere la radio, bere un Caffè da “Sleepy Joe’s Cafè”, quindi iniziare la giornata all’insegna dell’ottimismo.
PERCHÈ
«La vita di una rock band dura finché guardi il pubblico e ti ci specchi. E il pubblico ti guarda e si specchia in te.» «Non basta la migliore delle musiche. …
(Bruce Springsteen).
La vita di una persona dura fino a che tutti si guardano negli occhi, sorridono e ridono delle disavventure e si scambiano un’occhiata di umana intesa.
Un Articolo fuoriprogramma.
Ringrazio Mi Editora, Ana, per avermi chiesto se avessi qualcosa da pubblicare.
“Certo che sì”! La risposta.
Ogni occasione è giusta per scrivere, per una “Scrittrice” dalla tastiera facile, come me.
E quale argomento migliore se non il ricordo di un lieto evento, indimenticabile nonostante il triste epilogo?
Come il caffè, ogni momento è quello giusto per…
Cantare e ballare…
“Mamma non vociare”
Il mio David – Mio figlio – Il bel ricordo di un periodo della Vita.
A proposito… domani, domenica 15 marzo: Compleanno.
“Roll of the Dice”. Ho lanciato i dadi.
Attimo fuggente
Cogli l’attimo
Non cerco la Felicità
La Felicità ha cercato, e abbandonato, me.
Ho colto la Felicità.
A distanza di anni non me ne pento.
Lo rifarei e invito le giovani leve a farlo.
An die Freude
Un Articolo nuziale di


