IL TUO BRAND PERSONALE È PIÙ IMPORTANTE DEL TUO CURRICULUM: PERCHÉ IL TUO PASSATO NON TI SALVERÀ DALL’ALGORITMO
Un articolo di Pasquale Di Matteo
Per decenni, ti hanno venduto una menzogna rassicurante: “Prendi una laurea, accumula competenze tecniche, mi raccomando, perché quelle umanistiche non ti danno un lavoro, poi scrivi un buon curriculum e sarai al sicuro”.
Oggi, quel curriculum non è altro che un pezzo di carta stropicciata stretto nel pugno di un naufrago in mezzo a uno tsunami, con competenze tecniche buone per appenderle al muro e giocarci a freccette.
Mentre tu ti preoccupi di formattare correttamente l’elenco delle tue mansioni in Helvetica 12, un’Intelligenza Artificiale sviluppata a Palo Alto o a Pechino ha appena imparato a fare il tuo lavoro tecnico, ripetitivo e meccanico.
E no, non la fa come te. Lo fa meglio di te. In un millesimo di secondo. Senza chiedere ferie, permessi, uscite in anticipo, riposi perché è domenica o un giorno di festa.
In questo contesto, il tuo curriculum è l’autopsia del tuo passato. E il contesto non è un’anomalia o un temporale passeggero, ma il futuro che è già tra noi. È la nuova normalità.
Il Brand Personale è il battito cardiaco del tuo futuro e, se non capisci la differenza, sei già parte del paesaggio che sta per essere spazzato via.
L’ESTINZIONE DEI TECNICI E IL SILENZIO DELLE MACCHINE
L’avvento delle AI non è una “nuova rivoluzione industriale”, ma un predatore che si nutre di tutto ciò che è codificabile, meccanizzabile e ripetibile.
Se il tuo valore professionale è “saper fare una cosa”, sei sostituibile. Se la tua mansione è una sequenza di azioni logiche che si basano su un bagaglio tecnico, sei un bersaglio mobile.
Contabili, traduttori, programmatori di base, analisti di dati, assistenti legali, cassieri, magazzinieri, operai, segretari, addetti allo sportello, autisti… intere praterie di lavoro dipendente stanno diventando terra bruciata.
L’AI non sta arrivando per aiutarci, ma sta arrivando per colonizzare ogni centimetro di spazio che non richiede un’anima, un guizzo creativo, un’intuizione o una storia legata a esperienze umane.
Il lavoro dipendente, fondato sulla vendita del proprio tempo in cambio di competenze tecniche, è diventato il rifugio meno sicuro del pianeta.
In questo scenario, presentarsi con un elenco di “esperienze precedenti” in cui il proprio valore aggiunto sarebbe saper usare Excel, avere una laurea in ingegneria o essere un traduttore esperto, beh, è come andare a caccia di leoni con uno stuzzicadenti o vendersi come un esperto nell’accensione dei lampioni a olio con l’avvento della corrente elettrica.
L’INDIPENDENZA COME UNICA FORMA DI SOPRAVVIVENZA
Ecco perché bisogna imparare a fare branding. Fare branding significa prepararsi all’evenienza più estrema: quella di non avere più un “capo” a cui chiedere il permesso di esistere professionalmente.
Mentre il curriculum ti prepara a cercare un lavoro che non esisterà più, il brand ti prepara a crearne uno che non esiste ancora.
Se domani la tua mansione venisse cancellata da un algoritmo, cosa rimarrebbe di te? Se la risposta è “nulla”, sei in pericolo.
Se invece hai costruito un ecosistema di contenuti, autorità e relazioni, allora la perdita del posto di lavoro è solo un cambio di scenario.
Inventarsi un lavoro in proprio, diventare un consulente d’élite, trasformare la propria passione in un’impresa: queste non sono più scelte “coraggiose”, ma le uniche scialuppe di salvataggio rimaste.
Il brand personale è la tua assicurazione sulla vita professionale perché ti rende l’unico proprietario dei tuoi asset più preziosi: la tua reputazione e la tua capacità di attrarre persone.
Allora, anche il traduttore che sarà sostituito da una macchina perfetta, potrà offrire un servizio più umano, puntando sulle conoscenze culturali di una società e di un paese straniero che vanno al di là della lingua, facilmente traducibile da un algoritmo.
Lo stesso vale per un segretario che possa contare su anni di esperienze in dinamiche che non sono usuali, casi estremi, anomalie riscontrate in determinati momenti, tutte cose che non sono meccanizzabili e ripetibili, perciò, non sono il pane per le AI.
Ciò che cambierà, tuttavia, sarà il concetto di lavoro, con il lavoro dipendente che diventerà il piatto più piccolo del servizio, mentre quello più grande sarà riempito da professionisti.
Le AI costringeranno molti a un cambio di paradigma che per tanti sarà uno tsunami.
Il tempo delle ferie programmate, delle otto ore, del sabato e domenica a casa, magari anche della malattia programmata, è una pacchia che diventerà preistoria nel giro di una decina d’anni.
SMETTI DI ESSERE UNA FUNZIONE, DIVENTA UN DESTINO
Non permettere che la tua vita venga ridotta a un elenco puntato in un database HR. Le macchine vinceranno sempre sul piano della tecnica, ma perderanno sempre sul piano del senso, della creatività, dell’esperienza.
Ricostruisci la tua narrazione. Prendi i cocci della tua carriera, le tue competenze tecniche ormai minacciate, e uniscile con l’oro della tua storia personale, come insegna la tecnica del Kintsugi.
Smetti di aggiornare il curriculum. Inizia a scrivere il tuo manifesto.
Perché in un mondo dove le AI sanno fare tutto, l’unica cosa che resterà davvero preziosa è essere te stesso.
E farlo in modo così potente che il mondo non potrà fare a meno di cercarti, indipendentemente da quale ufficio occupi o da quale algoritmo stia girando là fuori.
___________________________________________
DOTT. PASQUALE DI MATTEO
Dott. Pasquale Di Matteo, Comunicazionista, executive Coach e creatore del Metodo Kinsaisei.
Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership.
Lavora con CEO, leader, professionisti e artisti sulla crescita professionale e personale, attraverso storia, arte, geopolitica e comunicazione. Rappresentante per l’Italia della società culturale giapponese Reijinsha, cura e organizza eventi in Italia e all’estero, ed è vicedirettore del Magazine Tamago-Zine.
www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com
Newsletter Kinsaisei su LinkedIn: strategie di comunicazione e crescita per leader e non: https://www.linkedin.com/newsletters/kinsaisei-7428492566863429632/

