Perché il direttore mi fa vedere solo le cose che vanno bene?
Un articolo di Patrizio Gatti
Qualche anno fa mi chiamò il proprietario di un’azienda metalmeccanica con una quarantina di dipendenti.
Mi chiese:
“Secondo te perché il direttore mi fa vedere solo le cose che vanno bene? Ho la sensazione di essere tenuto un po’ fuori.”
Accettai l’incarico e iniziai ad analizzare l’azienda.
Dopo le prime analisi mi sono reso conto che la situazione era un po’ diversa da come sembrava all’inizio.
Mancava un sistema di controllo di gestione che permettesse di seguire l’azienda con continuità.
La redditività delle commesse veniva controllata solo ogni tanto. C’erano pochi indicatori e tante decisioni venivano prese più sull’esperienza che sui dati.
Abbiamo quindi deciso di introdurre un budget, alcuni KPI e un controllo periodico delle commesse.
Nella pratica non è stato un lavoro semplice. Per avere i dati in tempo utile serviva la collaborazione di più persone. Alcune informazioni dovevano arrivare con regolarità dalla produzione all’amministrazione e questo richiedeva qualche attività in più rispetto a prima.
Le prime reazioni dei collaboratori non sono state del tutto positive. Qualcuno diceva che fino a quel momento si era sempre lavorato bene, anche senza tutti quei controlli.
Con il passare dei mesi, però, qualcosa è cambiato.
Anche il direttore ha iniziato a utilizzare quei dati nel lavoro di tutti i giorni.
La cosa che mi ha colpito di più è stata un’altra. Non parlava più al titolare solo delle cose che andavano bene.
Ha iniziato a portare sul tavolo anche le situazioni che non stavano funzionando.
Aveva capito che quei controlli e quegli indicatori servivano per migliorare l’azienda, non per trovare a tutti i costi un responsabile.
Piano piano le commesse sono state seguite con maggiore attenzione, le decisioni sono diventate più efficaci e anche la gestione della liquidità è migliorata.
Ancora oggi mi capita di trovare situazioni simili.
A volte un sistema di controllo di gestione non funziona perché c’è sempre qualcuno che preferisce continuare a lavorare come ha sempre fatto.
Allora mi viene in mente una frase di Grace Hopper:
“La frase più pericolosa è: abbiamo sempre fatto così.”
Ogni volta che la sento so già che la parte più difficile non sarà preparare un budget o scegliere gli indicatori.
La vera sfida è far capire che cambiare qualche abitudine non significa complicarsi il lavoro.
Significa dare all’azienda qualche possibilità in più di migliorare.

