Le vacanze davvero ti sfasciano il ritmo di lavoro?

E come ripartire senza sembrare un zombie in cravatta (o camice)

Un articolo di Marco Marangi

 

Ciao a tutti, sono Marco.

Se stai leggendo questo pezzo tra un ombrellone e un gelato che sta colando sulla mano, complimenti: sei già un passo avanti rispetto a chi sta fingendo di “lavorare da remoto” mentre guarda le storie di chi è davvero in ferie. Se invece sei tornato da poco e stai guardando la posta elettronica come se fosse un film horror, benvenuto nel club.

Oggi parliamo di quattro cose che tutti pensano ma pochi dicono ad alta voce:

  1. Le vacanze davvero ti rompono il ritmo di lavoro?
  2. Come ripartire nelle vendite senza sembrare un venditore di spazzole del 1987.
  3. Cosa si può ancora fare ad agosto (sì, anche in ambito medico) per non far morire del tutto le trattative.
  4. Come non far sparire i rapporti professionali mentre tutti fingono di essere in modalità “fuori ufficio fino a settembre”.

E alla fine vi lascio spazio per rispondere, perché altrimenti questo diventa un monologo e io odio i monologhi (a parte quelli di stand-up, ma quello è un altro discorso).

Le vacanze effettivamente incidono sul ritmo di lavoro? Spoiler: sì, e anche tanto

Partiamo dalla verità scomoda. Sì, le vacanze incidono. Non perché “siamo pigri”, ma perché il cervello umano non è una macchina da caffè che si spegne e si riaccende con un click.

Quando stacchi per due o tre settimane, succedono tre cose fisiologiche:

  • Il ritmo circadiano si sposta (trascorri le notti a vedere serie o a rincorrere zanzare).
  • La memoria di lavoro si “pulisce” un po’ troppo: dimentichi password, nomi di clienti e perché diavolo avevi aperto quel file Excel.
  • La dopamina si riallinea su stimoli diversi (mare, montagna, aperitivo alle 11). Tornare in ufficio è come passare da un concerto rock a una riunione sul budget del terzo trimestre.

Studi (e anche la mia esperienza personale di chi ha visto colleghi tornare con gli occhi a palla) dicono che i primi 7-10 giorni post-ferie sono i più critici. Produttività in calo, errori di distrazione in aumento, e quella sensazione di “ma perché non sono ancora in spiaggia?”.

C’è però un lato positivo. Chi riesce a staccare davvero torna con più chiarezza mentale. Il problema non è la vacanza: è il modo in cui rientriamo. Se arrivi e ti butti a testa bassa su 400 email senza filtro, stai solo trasformando il riposo in un debito di stress.

Battuta gratuita: la differenza tra chi torna dalle ferie carico e chi torna devastato è la stessa che c’è tra chi ha messo la modalità “fuori ufficio” e chi ha lasciato il cellulare acceso “per ogni evenienza”. Spoiler: l’evenienza arriva sempre, e di solito è un cliente che vuole sapere se puoi “solo dare un’occhiata veloce” mentre sei a 800 km di distanza.

Cosa fare per una ripresa post-vacanza efficace nelle vendite

Nelle vendite il rientro è particolarmente delicato. I clienti non aspettano. Anzi, alcuni di loro hanno usato agosto per confrontare offerte, cambiare idea o semplicemente dimenticarsi di te.

Ecco cosa funziona davvero (provato sul campo, non preso da un manuale da 29,90 euro):

  1. Non aprire la posta la prima mattina.
    Sì, l’ho detto. Dai 90 minuti solo a te stesso: rivedi i tuoi obiettivi del trimestre, guarda i deal aperti prima delle ferie, segna tre priorità. Poi, e solo poi, apri la casella. Altrimenti passi la giornata a spegnere incendi invece di creare opportunità.
  2. Fai una “lista di rientro” di 10 contatti.
    Non 50. Dieci. Quelli che contavano davvero a luglio. Un messaggio personale, non un “Buon rientro a tutti!”. Tipo: “Ciao Luca, spero tu abbia staccato davvero. Io sì (quasi). Volevo riprendere il discorso su X che avevamo lasciato a metà. Hai 15 minuti questa settimana?”. Funziona perché è umano.
  3. Riparti con piccoli win.
    Non cercare subito il deal da 100k. Chiudi due-tre cose piccole e veloci. Ti serve per rimettere in moto la macchina e per sentirti di nuovo “in partita”. La fiducia si ricostruisce a colpi di piccole vittorie, non di grandi dichiarazioni.
  4. Usa il “gap di agosto” a tuo favore.
    Molti concorrenti spariscono completamente. Tu puoi essere quello che manda un messaggio leggero ma presente. Non “ti sollecito la proposta”. Piuttosto: “Visto che agosto è strano, volevo solo capire se il tema è ancora caldo o se ne riparliamo a settembre. Nessuna pressione”.
  5. Proteggi le tue energie.
    Nelle vendite il rischio di over-compensare è altissimo. “Devo recuperare tutto agosto in una settimana”. No. Non devi. Chi lo fa finisce bruciato a ottobre. Meglio un ritmo sostenibile che una settimana da eroe seguita da tre di zombie.

Battuta obbligatoria: il venditore che torna dalle ferie e dice “sono carico come non mai” mentre ha ancora la sabbia nelle scarpe è come il tipo che dice “sono a dieta” mentre sta mangiando il secondo gelato. Rispettiamo l’impegno, ma non ci crediamo fino in fondo.

Agosto: deserto commerciale o opportunità nascosta? (ambito medico e non)

Agosto in Italia è un caso a sé. Uffici semi-deserti, decisioni rimandate, “ne parliamo a settembre” come mantra nazionale. Però non è tutto uguale.

Ambito non medico (aziende, servizi, B2B classico)

  • Molte trattative si fermano davvero.
  • Però chi resta (i decision maker che non vanno in ferie o che lavorano a scaglioni) ha più tempo e meno interruzioni.
  • È il momento ideale per contatti “leggeri ma strategici”: messaggi di valore, condivisioni di insight, inviti a un caffè virtuale senza agenda pesante.
  • Attenzione alle aziende che fanno chiusura totale: lì non c’è niente da fare, meglio programmare settembre.

Ambito medico e sanitario

Qui la storia cambia. Ospedali, cliniche, studi privati e aziende del settore non si fermano completamente. Anzi:

  • Agosto è spesso mese di riorganizzazione interna, budget residuali da spendere, e decisioni su forniture o collaborazioni che in altri periodi vengono rimandate.
  • Molti primari e direttori sanitari usano le settimane più tranquille (meno interventi elettivi, meno ambulatori pieni) per ragionare su progetti, nuove tecnologie, partnership.
  • È un ottimo momento per proporre demo, visite tecniche o semplicemente “capire come sta andando il progetto X”.
  • Attenzione però: il tono deve essere rispettoso. Niente pressione commerciale aggressiva. Meglio: “So che agosto è particolare, volevo solo aggiornarvi su questo aspetto che potrebbe essere utile in vista di settembre/ottobre”.

In entrambi i casi vale la regola d’oro: non cercare di forzare chiusure. Cerca di mantenere il filo e di posizionarti come la persona presente e utile mentre gli altri sono spariti.

Come mantenere i rapporti nel periodo estivo senza sembrare disperati

Mantenere i rapporti d’estate è un’arte sottile. Troppo silenzio e sparisci. Troppo contatto e risulti quello che non sa staccare.

Alcune cose che funzionano:

  • Messaggi “a basso impegno”. Un articolo interessante, una foto di un posto bello con una riga (“Questo posto mi ha fatto pensare a quella chiacchierata che avevamo fatto su X”), un semplice “Buone ferie vere, ci si sente a settembre”.
  • Non aspettare settembre per ricominciare da zero. Se un rapporto era caldo a luglio, un check-in a metà agosto mantiene la temperatura.
  • Usa i social con intelligenza. Un commento genuino sotto un post di ferie di un cliente o partner vale più di dieci email formali.
  • Rispetta i confini. Se qualcuno ha messo “fuori ufficio fino al 2 settembre”, non insistere. Segna il richiamo e riparti quando è il momento.
  • Sii tu stesso. Le persone ricordano chi è autentico. Se sei quello che scrive solo quando vuole vendere, agosto non ti salverà. Se sei quello che ogni tanto manda qualcosa di utile o semplicemente umano, il rapporto regge.

Battuta finale (prometto): mantenere i rapporti d’estate è come annaffiare le piante. Troppa acqua e marciscono, troppa poca e si seccano. La dose giusta è quella che non ti fa sembrare né un stalker né un fantasma.

Conclusione (e adesso tocca a voi)

Le vacanze incidono? Sì.

Si può tornare forti nelle vendite? Assolutamente sì, se si evita la modalità “recupero forzato”.

Agosto è morto? No, è solo diverso: più silenzioso, più selettivo, a volte più generoso con chi sa muoversi con leggerezza.

I rapporti si mantengono? Sì, con presenza leggera e rispetto dei tempi altrui.

Io la penso così. Ma voi?

Raccontatemi:

  • Come gestite il rientro dalle ferie?
  • Avete mai chiuso (o quasi chiuso) qualcosa di importante ad agosto?
  • Qual è il vostro metodo per non far sparire i contatti durante l’estate?

Scrivete pure qui sotto, anche solo per dirmi che questo pezzo vi ha fatto sorridere o che secondo voi sto dicendo un sacco di fesserie. Sono qui.

A presto.,

Marco Marangi

P.S. Se siete ancora in ferie mentre leggete: godetevelo. Il lavoro non scappa. Anzi, a volte torna più mansueto se lo lasci riposare un po’.

 

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