BACCO, TABACCO E VENERE
Un articolo di Cecilia Di Pierro
BACCO, TABACCO E VENERE
ALLEGRI E PIÚ BELLI IN TRADUZIONE
TRADURRE BEVENDO E AVENDO CURA DI SÉ
O che l’è briaha?
Diremmo a Firenze
Se l’Incipit è questo, immaginate come può essere il resto.
Un mix di allegra combinazione tra competenza, allegria a lavoro e cura di sé.
Oggi beviamo una traduzione a base di…
the, tea, tè, te’, thé… Mamma mia, che confusione! E pensare che noi vogliamo solo parlare di una bevanda. Come si scrive in italiano?
Qual è l’ora del tè in Inghilterra?
Che caldo! Per rinfrescarmi un po’ mi verso un bel bicchiere, una tazza di tè freddo.
Anzi, no, di the.
Ah, no… te. E tea?
Oh my Boss!
Forse è un po’ troppo “Oxford”.
Da Te a tea: quanti modi per dire la stessa cosa. La bevanda fredda o calda che si ricava dall’infuso delle foglie di una pianta particolare, la Camellia sinensis o Thea sinensis.
COME SI SCRIVE PERÒ IN ITALIANO?
Controllando sul sito dell’Accademia della Crusca, si legge che “tè indica la bevanda (ed è preferibile a the e thè); te è il pronome; si possono segnalare anche le forme antiquate: te’ sia per ‘eccoti’ sia per “tieni'”.
O, Nonna Rita’s Style: “Tè”, per dire “ecco qua, tieni”.
Lo stesso vale per l’enciclopedia Treccani, secondo la quale tè con l’accento è la bevanda aromatica.
Thé è la versione francese, a sua volta dal cinese t’e. Te, senza accenti, è il pronome tonico singolare maschile e femminile usato in funzione di complemento (esempio: te lo stavo giusto per domandare).
E dal tè passiamo al vino.
Ma l’è di fori! Direbbe qualcuno a Firenze.
Mi dispiace contraddire. Apprezzo il buon vino, non bevo al lavoro.
Perché allora, questa premessa Bacco, Tabacco e Venere?
Per spiegare l’associazione tra gusto per i piaceri della vita, lavoro di Traduzione e attenzione a Sé.
Lavorare non significa lasciarsi andare, abbrutirsi davanti al PC, macinare migliaia di parole in una giornata lavorativa e dimenticarsi di esistere come persona.
Ne consegue
CURA DI SÉ E ATTENZIONE AI DETTAGLI
Chi si ama si elogia e traduce meglio
Vuoi mettere sedersi davanti al PC e “cercare le paroline” (cit. Assistente Traduttore: mio figlio da bambino), dopo una sana, rigenerante, nuotata, rispetto a stare seduti ore e ore, imbalsamati, davanti al Computer, dimenticandosi quasi di esistere come Essere Umano, facendo le corse per indossare un paio di scarpe decorose, invece delle pantofole da “Desperate House Translator”, indossando una tuta, se suona il Postino per la consegna di una Raccomandata?
Di qui il mio interesse per la traduzione di:
creme, profumi, e quant’altro legato alla cura personale.
COSMESI E TRADUZIONE
La cosmesi è un universo vasto e sfaccettato che incarna l’arte di prendersi cura di sé, facendo leva su un mix di scienza e innovazione avvolto in una prosa incisiva e accattivante.
Spesso vengono organizzati seminari e corsi di traduzione in ambito cosmetico.
Durante gli stessi si svolgono test pratici per applicare la teoria alla pratica.
L’obiettivo di questi laboratori è permettere a traduttori e aspiranti traduttori di approfondire alcuni aspetti specifici della traduzione cosmetica, cimentandosi da subito con i testi e la loro resa pratica.
Ho partecipato a vari corsi di “Traduzione & Cosmesi”, ho tradotto e interpretato anche importanti chirurghi estetici, presto molta attenzione alla cura personale, senza indulgere in eccessi.
Di qui, negli anni, il mio interesse per questa particolare branca della Traduzione.
I seminari ai quali ho partecipato si sono spesso concentrati sul segmento della luxury beauty e, in particolare, su cosmesi di lusso e profumeria artistica, due ambiti suggestivi e stimolanti in cui strategia comunicativa, contenuti e stile formano un trio avvincente, in grado di stuzzicare il nostro desiderio di sentirci bene e in armonia con il nostro aspetto.
I TRUCCHI DEL MESTIERE
Per essere bella e accattivante, la traduzione per il settore cosmetico ha bisogno di pochi, semplici, trucchi, proprio come ogni amante della cosmesi che si rispetti.
Alcuni testi sono popolati da strani termini chimici e tecnici, mentre altri sono creativi e fantasiosi.
Chi si occupa di questo settore deve avere fantasia, creatività e inventiva.
LE MILLE SFUMATURE DI UNA TRADUZIONE – TONO DI VOCE
Come per altri tipi di traduzione, anche quello della cosmesi richiede attenzione al tono di voce.
Riuscire a passare da un tono di voce estremamente freddo a uno caldo, in sintonia con il lettore, non è affatto facile.
Tutto è finalizzato a proporre una nuova visione della bellezza.
Pertanto il tono di traduzione fa la parte da gigante.
Si passa da:
Tono neutro
Nell traduzioni per il settore cosmetico, si trovano molti marchi (o brand se preferite) dal tono neutro, come ad esempio L’Oréal.
A
Tono onirico
Quello utilizzato da alcuni marchi dove l’elemento predominante è un’aria innocente.
Questo tipo di tono è finalizzato a rafforzare la fiducia verso gli altri, è ottimista, si concentra su lealtà e trasparenza.
Alcuni dei termini utilizzati per traduzioni di prodotti cosmetici comprendono: gentilezza, onestà, fiducia, sincerità, integrità e simili.
Una delle formule tipiche di traduzione in cosmesi è:
Con la sua % di crema idratante, il prodotto dona lucentezza e levigatezza al viso, rendendo la pelle luminosa e morbida.
Tono colorato
Quest’ultimo tipo di tono di voce è ironico e potente.
Tipico di molti marchi di nicchia, finalizzati ad essere riconosciuti tra mille altri concorrenti, pur non essendo un tono predominante.
I marchi che scelgono di comunicare con il tono di voce colorato sono ironici, provocatori, pungenti.
Avete mai letto la pubblicità di Lush?
Lush, ricorre a un’ironia so9ttile per indurre il lettore ad acquistare i suoi prodotti colorati, proprio come le descrizioni che li accompagnano.
“LA DOMANDA NASCE SPONTANEA” (Lubrano)
Il Traduttore risponde con competenza
Le traduzioni per cosmesi passano da traduzioni di marketing a testi più articolati che utilizzano tecniche di transcreation (non è una parolaccia), fino a traduzioni tecniche molto, ma molto, complesse.
Come per tutti i tipi di traduzione, anche quelle in ambito cosmetico richiedono conoscenza dei dettagli (tecnica) e fantasia (creatività).
Ci sono tante traduzioni quanti tipi di testi, e se un unico settore ha testi di diverso tipo nel suo portfolio, il traduttore deve essere in grado di cambiare stile utilizzando una o due frasi.
“Che l’è, un mago?”. Un mago della Traduzione direi.
QUALI SONO GLI INGREDIENTI DI UNA TRADUZIONE COSMETICA?
Sono tanti e vari.
Si va dagli INCI (INCI sta per “International Nomenclature of Cosmetic Ingredients”, Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici. La lista di ogni ingrediente è stampata sulla confezione del prodotto, sul prodotto stesso o sul bugiardino, se presente) alle indicazioni per l’uso del prodotto e altro, proprio come per la posologia di un farmaco.
QUALI SONO I PASSAGGI PRINCIPALI DELLA TRADUZIONE COSMETICA?
Per effettuare traduzioni di cosmetici, è necessario attenersi ai seguenti passaggi:
- Analizzare il testo d’origine per capire di che documento si tratta
- Partire dal testo più tecnico, per studiare a fondo la terminologia cosmetica e le caratteristiche del prodotto
- Passare ad altri testi dei cosmetici più divulgativi, cambiando quindi il tono di voce
- Se un prodotto deve essere commercializzato, ricreare traduzioni per cosmesi originali e accattivanti
A differenza degli altri tipi di traduzioni, tradurre la cosmesi richiede un livello elevato di conoscenze di traduzione, proprio per l’unione indissolubile di aspetti tecnici e di marketing.
Addentrarsi nella traduzione in ambito cosmetico è spesso un’avventura che consiglio vivamente.
L’importante è capire la tipologia di testo da tradurre e, nel caso del marketing, analizzare insieme al cliente ogni aspetto necessario per la comunicazione dei suoi prodotti a un pubblico estero.
Infine, è indispensabile conoscere a fondo la terminologia cosmetica, poiché ha un linguaggio tutto suo, sia in termini di marketing che dal punto di vista tecnico.
TERMINOLOGIA COSMETICA – SPECIALIZZAZIONE
È qui che entrano in gioco l’esperienza, la competenza e la specializzazione.
Un traduttore deve necessariamente conoscere i termini cosmetici per scrivere un testo soddisfacente.
Quando si parla di terminologia cosmetica, ci riferiamo alle parole da scegliere durante la propria traduzione.
Ovviamente, nelle traduzioni per cosmesi, il professionista deve avere una doppia conoscenza terminologica: quella della lingua di partenza, come ad esempio l’inglese, e quella di destinazione, che sarà la sua lingua madre.
L’ideale è tradurre il più possibile, cercando di lasciare il minor numero di anglicismi possibile.
Ai giorni nostri sono sempre più presenti termini quali skincare (cura della pelle), compresi quasi da tutti. Sarebbe quasi “ridicolo” tradurre termini ormai entrati nel gergo collettivo.
Importante, quindi, è definire quando lasciare termini perlopiù in inglese e quando, invece, tradurli per una maggiore e migliore comprensione.
Ma le conoscenze nella traduzione per il settore cosmetico devono andare oltre a frasi accattivanti per vendere il prodotto.
Ecco che entra in gioco un glossario ad hoc di termini tecnici, tipo:
- acidi grassi omega: elementi costitutivi essenziali degli strati superficiali della pelle. Rafforzano e rinforzano la superficie della pelle. Contenuti nei prodotti skincare (n.d.t. Tipico esempio di termine da non tradurre) contenenti omega, indicati per la cura della pelle secca, perché trattengono l’idratazione.
- Radicali liberi: Non sono elementi in libertà, contrapposti ai radicali detenuti.
Sono molecole di scarto prodotte fisiologicamente dall’organismo sotto forma di prodotti derivati dei naturali processi di respirazione cellulare.
- Acido jaluronico: è una macromolecola molto diffusa negli organismi viventi, in modo particolare nel tessuto connettivo, ed è importante per idratare e donare proprietà elastiche alla pelle
- Botulino: è una tossina purificata che agisce a livello delle giunzioni sinaptiche neuro-muscolari (zone dove i nervi si congiungono con i muscoli per trasmettere l’impulso nervoso che fa muovere il muscolo); fa in modo che i muscoli del viso si contraggano meno, impedendo al viso di assumere una mimica eccessiva, causa delle “rughe d’espressione” (quelle che tanti Liberi Professionisti allegri hanno, perché sorridere fa bene a corpo e mente e contribuisce a creare una traduzione migliore).
- Termine in fundo: Dermatite atopica – Diffuso anche nella traduzione medica, infiammazione della cute caratterizzata da prurito e eczema, che si manifesta principalmente nell’infanzia con recidive nell’adolescenza o in età adulta.
Dalla medicina alla cosmesi, passando dal vino
In questo caso particolare, l’archetipo è l’Esperto, elemento che può aiutare chi crea i contenuti a scegliere la giusta terminologia cosmetica.
L’Esperto vuole intorno a sé un ambiente preciso e metodico.
Non ama la superficialità e ambisce alla specializzazione.
È chiaro quindi il livello di specializzazione che richiede questo tipo di documenti e la necessità di ricerca terminologica che deve svolgere il traduttore di prodotti cosmetici durante il suo lavoro.
LAVORARE IN ALLEGRIA AIUTA
“Dai diamanti non nasce niente. Dal letame nascono i fior”
(Fabrizio De Andrè)
DALL’ALLEGRIA SCATURISCE L’ATTENZIONE AI DETTAGLI
I DETTAGLI FANNO LA DIFFERENZA
LA CURA DEI DETTAGLI DISTINGUE LA QUALITÁ
PERCHÉ L’APPARENZA NON SEMPRE INGANNA
E ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE