Uno dei principali obiettivi di EVE è far conoscere i grandi professionisti che ne fanno parte.
Professionisti veri, competenti, appassionati, con storie, esperienze e valori da condividere.

Desideriamo creare opportunità di collaborazione, dare loro visibilità, affinché possano a loro volta dare valore e visibilità alla nostra Community. Un autentico win-to-win tra professionisti eterogenei, accomunati dalla voglia di fare rete, aiutarsi a vicenda e promuovere una cultura del business che punti all’eccellenza e anche — e soprattutto — alla collaborazione.

Vogliamo arrivare al maggior numero possibile di professionisti: per questo vi invitiamo a seguire la nostra pagina e ad attivare la campanella, così da non perdere i nostri contenuti. Il nostro obiettivo è fare divulgazione e cultura d’Impresa, sperimentare, proporre cose nuove, creare occasioni di incontro e confronto.

In quest’ottica, noi del Team Autori di EVE abbiamo pensato di avviare una nuova iniziativa: una serie di interviste a professionisti della Community. Interviste pensate per permettere loro di raccontarsi davvero, al netto di titoli, cariche e acronimi altisonanti. Oggi sono tutti CEO, CFO, Chief di qualcosa… ma che cosa fanno davvero?
Cosa li distingue? Cosa offrono concretamente ai loro clienti?

Ci piacerebbe mostrare il lato più autentico dei professionisti che fanno parte della nostra Community.

E qui entra in scena per prima Cecilia.
La nostra Cecilia: audace, coraggiosa, “particolare” e avventuriera che si è offerta di fare da apripista. L’abbiamo intervistata per iscritto, anche se è nostra intenzione, a breve, realizzare anche interviste video… ci stiamo lavorando!
Per ora partiamo dalle cose semplici, perché anche le grandi idee hanno bisogno di un primo passo. E Cecilia, con generosità e ironia, ha accettato di fare un po’ da “cavia”, raccontandosi a modo suo.

La ringraziamo di cuore per essersi prestata ad aprire le danze (al ritmo del suo Boss): lei è la prima di una lunga serie, magari in forme diverse, magari in video… intanto cominciamo.

Aspettiamo i vostri feedback, le vostre idee, i vostri suggerimenti.
E soprattutto: seguiteci. Perché più siamo, più valore possiamo generare per tutti, e quando in tanti credono davvero in ciò che fanno…qualcosa può davvero cambiare!

INTERVISTA A CECILIA DI PIERRO

L’INTERPRETE INTERVISTATA
Da interprete a protagonista dell’intervista

Intervista a cura di Ana Alvarez
Redazione e Intervistatrice
Autore e Intervistata: Cecilia Di Pierro

COm’è solita dire Cecilia… Panta rei.
Tutto cambia.
Tutto scorre.

È nel segno del movimento, del fluire continuo e del cambiamento che nasce questa intervista. Un dialogo pensato e costruito insieme dalla Redattrice, Ana Alvarez, e dall’Autrice, instancabile e appassionata Boss’Fan, con l’intento di sperimentare una modalità diversa — e auspicabilmente innovativa — di raccontare le persone e i professionisti che animano la nostra Community.

Una scrittura che accompagna, che ascolta, che lascia spazio alla voce di chi si racconta. La nostra è una Community viva, fatta di scambi, relazioni e contaminazioni, movimentata e rallegrata -in questo caso specifico- dalla musica di un grande, The Boss, e dal contributo di tutti i componenti della EE Band – Eve Elite Community  Band.

Perché anche il racconto, come la musica e come il lavoro, è condivisione.
E ogni storia, se ascoltata davvero, può diventare occasione di incontro.

Note per l’intervista:
A) Ana Alvarez
C) Cecilia Di Pierro

A) Cecilia: che cosa ti ha spinto ad entrare a far parte di una Community come la nostra?

Tu che sei “Spirito libero”, fuori schema e, come ti ho sentito dire, a volte, “Cavallo pazzo” indomabile e indomato?

C) Bella domanda, mi Editora.

Sono molto curiosa per natura. Curiosità è indice di intelligenza, sono curiosa. Avevo letto di alcuni vostri interventi su Linkedin, mi sono imbattuta spesso nel tuo nome. Mi ha colpito la tua presenza, il tuo Look, per così dire, elegante e sobrio al tempo stesso.

Mi ha sorpreso in positivo soprattutto il tono dei tuoi commenti e dei tuoi interventi in vari Post, prima che io diventassi membro della Community.

Come mio solito, ho commentato spesso argomenti che suscitavano il mio interesse e, tra questi alcuni vostri contenuti, tuoi e della tua dolce metà, Mr. Alessandro Bertoldi.

Da questo ne è nato un positivo scambio di conversazioni, fino alla tua richiesta di verificare, in una call, se fossi adatta ad essere Community Member.

Così è stato. Da qui l’inizio di una bellissima Avventura insieme, fatta di scambi costruttivi, talvolta di pareri diversi, eppure sempre espressi nel rispetto reciproco.

 

A) Veniamo a noi. Ti va di parlare un po’ di te, del tuo lavoro, di come hai iniziato e del perché hai deciso di fare il lavoro che fai?

C) Ho sempre attribuito un’importanza strategica alle lingue, quale veicolo di comunicazione e comprensione tra persone di paesi e cultura diversi. Oggi, un’unica realtà, composta da persone varie, in Italia e nel mondo, è tenuta insieme da un unico ideale: quello di parlare e capirsi. In altri termini: l’importanza della Comunicazione. Tutte le realtà sono collegate dalla volontà di più persone, addette ai lavori, di favorire la comprensione e la comunicazione reciproca. Poiché le persone sono “multilocate”, per così dire, vale a dire si trovano in sedi e paesi diversi, persone preposte garantiscono la trasmissione immediata e trasparente delle informazioni in varie lingue. Questo è l’intento e l’obiettivo del mio lavoro di Interprete e Traduttrice.

Sono solita dire “La bambina che voleva studiare le lingue” per indicare la mia predilezione e la mia volontà di imparare quante più lingue possibili per comunicare con il resto del mondo.

Ho studiato e imparato bene tre lingue, Inglese, Tedesco e Francese.

Vorrei saperne molte di più.

Mi manca lo spagnolo, ahimè! Non c’era quando frequentavo il Liceo Linguistico, pertanto ho dovuto ripiegare sul francese.

Lo studio delle lingue risponde pertanto alla necessità e al desiderio personale di comunicare a livello globale e internazionale.

 

A) Quando e perché hai deciso di fare il lavoro che fai?

C) La risposta alla domanda è contenuta in parte nel precedente quesito.

Vorrei aggiungere qualche dettaglio.

Prima d’intraprendere la Libera Professione, ero dipendente, Interprete e Traduttrice di una rinomata Casa Farmaceutica, una multinazionale, conosciuta per uno sciroppo per la tosse molto efficace – non dirò il nome per non fare pubblicità occulta.

Diciamo che mi sono fatta le ossa, in quanto ho iniziato a lavorare appena finita la Scuola, pertanto ero priva di esperienza, conoscenze approfondite, e soprattutto, dimestichezza e familiarità con le regole di mercato.

Il mio lavoro è finalizzato a garantire comprensione a livello internazionale. In altri termini: poiché le persone non parlano tutte le lingue, ma hanno bisogno di comprendersi a vicenda in realtà multilinguistiche, i loro “limiti” linguistici, intesi come mancata conoscenza della lingua dell’interlocutore, non sono né da considerare impedimento alla comunicazione, né carenza personale. Devono essere considerati piuttosto caratteristica scaturita dalla diversità linguistica, pertanto da colmare a cura di chi di competenza: noi Interpreti e/o Traduttori. Il mio obiettivo è pertanto quello di fornire ai vari interlocutori un potente strumento che consenta loro di comprendersi reciprocamente e valutare se stanno andando nella stessa direzione, o se remano controvento.

Proprio per questo ho deciso di studiare qualcosa che potesse condurre all’assunzione di responsabilità per il detto e non detto. In altri termini: uso di una lingua comune per parlare e interagire, promuovendo la comprensione reciproca.

 

A) I tuoi punti di forza dalla A alla Z, Cecilia.

 C) I miei punti di forza dalla A alla C:

A, come Armonia

B, come Bossitudine – Boss come Brillantezza, luce e splendore dei rapporti interpersonali. “Blinded by the Light” – Accecati dalla luce: una cecità che conduce alla visione chiara e trasparente.

C, come Cecilia. Cordialità, calore umano e Coerenza

La “Triade di Cecilia” consente, a mio avviso, di comunicare in tempo reale, con trasparenza e chiarezza, i risultati e gli obiettivi raggiunti. Ma non è tutto: le persone sono in grado di lanciare programmi di convivenza e convivialità attraverso strumenti comuni di comunicazione e comprensione: lingue, parole e musica.

Dall’uso comune di questi strumenti, per così dire, le persone sono in grado di verificare se hanno rispettato i programmi definiti, il raggiungimento degli obiettivi comuni e, nota in fundo, comprendere se cantano tutti la stessa canzone, o intonano un canto stonato.

 

A) Che cosa dovrebbe spingere un potenziale cliente a scegliere te, piuttosto che un concorrente?

C) Credo che anche questa domanda sia legata al punto sopra discusso.

Vorrei però ampliarlo, perché è proprio qui che risiede, a mio avviso, la differenza tra me e altri Professionisti del mio settore.

Non voglio “Cantarmi le lodi”, anche se sono solita dire che “Chi si loda si elogia”. In altri termini; si apprezza e si fa apprezzare.

Sono semplice, positivamente umile, rilevo chiaramente i miei punti di forza, ma chiedo sempre agli altri di confermare ciò che potrebbe anche essere mera illusione.

Tutto ciò rientra, a mio avviso, nell’Autostima, quel valore tanto importante, proclamato, ma non sempre praticato e, soprattutto, apprezzato. Spesso l’autostima viene confusa con boria, arroganza e presunzione. Lungi da me dall’essere così.

Sono decisa, ma non illusa.

All’illusione preferisco una visione, chiara, e ben delineata, dei miei ideali, confermata dagli altri, attraverso discussioni e dialoghi civili, dai toni pacati e di positivo scambio di pareri.

 

A) Perché, per te, è importante agire e procedere secondo l’iter prima illustrato?

C) Belle domande Ana! Una più interessante e stimolante dell’altra!

La ragione per cui ritengo che i requisiti sopra menzionati siano rispettati, e fa pure rima, è che dalla verifica e dal controllo di questi dati emerge l’importanza della definizione e del conseguimento degli obiettivi per il bene comune. Allo stesso tempo permette di definire eventuali misure da prendere nell’immediato futuro, per evitare eventuali colli di bottiglia, vale a dire ostacoli che si frappongano tra l’armonia ricercata e l’obiettivo ultimo di comunione di interessi.

 

A) Guardando allo sviluppo tecnologico e, in particolare, alla crescente presenza dell’Intelligenza Artificiale: che cosa aggiungeresti oggi al tuo lavoro? In altri termini: Pensi che quanto fatto finora sia sufficiente, oppure ritieni necessario integrare e sviluppare nuove competenze?

C) Fermo restando che, quando faccio le cose, mi piace farle bene, un elemento che gioca a mio favore, nonostante il rapido cambiamento e gli altrettanto veloci sviluppi tecnologici, sono proprio le mie competenze.

La tecnologia si evolve, il progresso tecnologico avviene a ritmi vertiginosi, nessuno può sottrarsi al cambiamento, se vuole restare a galla.

Un punto a mio favore è la determinazione, la curiosità innata e, soprattutto, la serietà e l’affidabilità professionale. Sono solita scherzare, dicendo “Singing and Dancing with the Boss”. Sono altrettanto seria quando dico che “Non siamo qui a pettinare le bambole”, inteso come: a lavoro non si canta e non si balla, ma si lavora. Tutto ciò si riflette positivamente sulla qualità del lavoro, ma anche dei contenuti di comunicazione Sociale.

 

A) Parlavi prima del lavoro dipendente e della decisione di intraprendere la Libera Professione. Com’è stata accolta dai tuoi familiari e dai tuoi amici più stretti?

C) Ottima domanda. Grazie per avermela fatta. Ne sono orgogliosa.

Inizialmente molti hanno detto “Se un son grulli un li vogliono”. In altri termini: mi hanno dato della grulla, della matta, perché lasciavo il certo per l’incerto.

Nel tempo mi hanno dato ragione, quella vera, come sono solita dire scherzando.

Hanno capito che restare a fare la dipendente sarebbe stato per me sentirsi come un leone in gabbia, vale a dire prigioniera in uno spazio angusto e ristretto che non corrispondeva ai miei ideali e alle mie aspettative. Indubbiamente avrei guadagnato, ma mi sarei ammalata, mi sarei sentita frustrata a vita e rinchiusa in spazi troppo stretti per contenere le mie aspettative, liberare la mia fantasia, la mia creatività e il mio estro. Sarei rimasta sottoposta a un sistema, un insieme di regole giuste e umane, eppure limitanti per il mio spirito libero.

Contro il parere di tutti, dunque…

1° aprile 1987: la data fatidica. Megaparty …

(riprendo dal precedente Articolo)

Megafesta. Colleghi, operai, centralinisti, Direttori e Amministratore Delegato, tutti indistintamente invitati alla mia Festa di Saluto.

Una festa indimenticabile.

Musica, the Boss prima Nota, Patti Smith segue a ruota, tanti, tanti altri brani e cantanti.

A distanza di anni…

Non me ne sono mai pentita, tra una risata e l’altra, un pianto e una rimbrottata positiva.

ENTUSIASMO IL MIO LEITMOTIV

PASSIONE E UMANITÁ: I DUE PILASTRI.

TUTTI PER TUTTO E TUTTI

APPASSIONATAMENTE CON CECILIA

TUTTI UNITI PER VINCERE

 

BECAUSE…

Rember in the End

Nobody Wins

Unless Everybody Wins

(Bruce Springsteen)

 

Ho vinto tutto.

Ho imparato l’Arte dell’Amicizia e l’ho messa da parte per il Futuro.

Passo dopo passo sono giunta a destinazione.

Dopo tanti anni posso dire con fierezza che:

Ciò che ho fatto l’ho fatto grazie alla mia positiva testardaggine, mai ostinazione, ma sempre determinazione.

 

Ho vissuto l’ambiente di lavoro come una “Grande Famiglia”.

Come la E-Street Band di Bruce, dove il lavoro è visto come fratellanza e comunione di ideali, basata sulla Fiducia reciproca.

Ognuno con la propria Visione…

Perché la Visione non sia un’Illusione.

“Penso che la parte più difficile da affrontare con il passare degli anni, con l’invecchiare, sia imparare a convivere con il fatto che a questo mondo ci siano tanto dolore e tanta bellezza, uno di fianco all’altra”.

Ho trasferito i miei ideali nella Community e sono fiera di essere riuscita a farmi apprezzare per quello che sono: “Cavallo pazzo”, “Vulcano”, “Particolare”, ma soprattutto me stessa.

Grazie per l’intervista Ana.

 

Nota in fundo:

vorrei farti io una domanda:

Sarebbe bello estendere questa modalità di scrittura anche ad altri Componenti della Band. Che ne pensi di ampliare il discorso e intervistare anche altri “Attori” in questo animato ambiente comunitario?

NdT

In foto:

Una foto di un paio di anni fa. Un selfie scattato in un momento di particolare intensità emotiva, evidente nello sguardo assorto e riflessivo.

L’Interprete intervistata

Cecilia Di Pierro

 

GRAZIE CECILIA!

Ana Alvarez

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