GESTIONE DELLE CRITICITA’ DURANTE UN INCARICO

 EMPATIA, PROFESSIONALITA’ E IMPARZIALITA’ DI UN’INTERPRETE

Un articolo di Cecilia Di Pierro

KANT E LA CRITICA DELLA RAGION PURA

KANT E L’IMPERATIVO CATEGORICO

 

Lezioni di filosofia?

No

 

Dilemma esistenziale?

Neppure

E allora?

 

EMPATIA, PROFESSIONALITÁ E IMPARZIALITÁ DI UN’INTERPRETE

GESTIONE DELLE CRITICITÁ DURANTE UN INCARICO DI INTERPRETARIATO

 

DEONTOLOGIA PROFESSIONALE

CODICE DI CONDOTTA

ETICA

QUALE DEI TRE È ALLA BASE DEL LAVORO DI UN’INTERPRETE?

 

É’ possibile scindere l’una dall’altra, o definire una priorità?

 

Premesso che

“La domanda nasce spontanea”

Come direbbe il Buon Lubrano

 

ESTENDO LA DOMANDA A COLLEGHE E COLLEGHI, NONCHÉ AD ALTRI PROFESSIONISTI

 

Che differenza c’è tra deontologia professionale ed etica lavorativa?

Fino a che punto un’Interprete può restare in disparte e continuare ad interpretare, impassibile e incurante di altri eventi di disturbo che si manifestano nell’ambiente di lavoro?

 

Non è mia intenzione lasciarmi andare alla redazione di un trattato specialistico di filosofia, né, tantomeno pretendo di sventagliare il titolo di studiosa delle Norme di Condotta, o, più nello specifico, addetta alla definizione delle Regole di Condotta.

La questione non deve e non può riguardarmi, in quanto sarebbe mera presunzione occuparmi di un ambito che non mi compete, mentre sono rinomata anche per la mia umiltà, talvolta ai limiti dell’ingenuità di una bambina – Una bambina con un cervello da adulta (menomale, scusate l’inciso).

 

CHE STUDI HO FATTO?  

Non è una domanda retorica, né ammissione di perdita di lucidità. Vintage sì, “rintronata” ancora no.

La domanda è d’obbligo per capire dove voglio andare a parare – No, non mi sto improvvisando calciatore, l’ironia è il sale, e il pepe, talvolta, nella vita. Sto semplicemente anticipando l’argomento che mi ha indotto a scrivere il presente Articolo.

Infatti: ho studiato per essere Interprete e Traduttrice e resto tale.

 

TRA LE MIE SPECIALIZZAZIONI – MEDICO E LEGALE

Non pretendo di essere né Medico né Avvocato: la competenza in Traduzione e Interpretariato mi basta ed è il motore della mia attività, un motore potente, quello di una Ferrari, progettata e realizzata con la massima attenzione ai dettagli e studiata per rendere al massimo della potenza.

Quei dettagli che m’inducono a prendere le difese di qualcuno, durante un incarico di Interpretazione, pur non essendo Avvocato, appunto.

 

NA UND?

E ALLORA?

Chiederebbero i tedeschi.

 

Ebbene. L’intento del presente Articolo è semplicemente quello di analizzare il mio ambito di attività nel rispetto di regole e principi alla base di un rapporto armonico e armonioso tra Professionisti, Colleghi ed Esseri Umani in generale.

 

Inevitabile tirare in ballo anche …

 

APPROCCIO E CONSIDERAZIONI DI UN’INTERPRETE E TRADUTTRICE NELL’ERA

DELL’INTELLIGENZA ARTIFICILE

Considerando i recenti accadimenti, i cambiamenti di mentalità e della collegialità tra Professionisti, vorrei esporre il mio parere alla luce delle ultime esperienze acquisite nel corso di un mio incarico di Interpretazione per una tesi di Laurea di un giovane infermiere.

 

Inevitabile a, tale proposito, dare una breve definizione di Etica (di qui la mia Premessa di “Imperativo Categorico”)

 

CHE COSA S’INTENDE PER ETICA?

L’etica, in generale, è un insieme di valori che regolano i comportamenti umani nei confronti di altri individui, animali o dell’ambiente circostante. La deontologia professionale, invece, è regolamentata da un codice normativo che definisce la condotta professionale specifica e che prevede l’applicazione di sanzioni in caso di inadempienza o inosservanza.

 

DEONTOLOGIA PROFESSIONALE

La deontologia professionale è l’insieme delle norme e dei doveri che regolano il comportamento dei professionisti nell’esercizio della propria attività. Si tratta di un codice di condotta, in molti casi formalizzato in un codice deontologico, finalizzato a garantire l’affidabilità del professionista, l’ordine professionale e, ultimo, ma non meno importante, la collettività.

La deontologia professionale è sostanzialmente una parte dell’etica applicata alla pratica professionale. Si occupa dei doveri e delle regole da rispettare da parte dei professionisti nell’esercizio della propria professione.

 

Qual è l’obiettivo della deontologia professionale?

La deontologia professionale mira a garantire lo svolgimento di un’attività professionale corretta, affidabile e rispettosa dei principi etici. Contribuisce a mantenere elevati gli standard professionali, nonché a proteggere i diritti e gli interessi dei Professionisti. Ne tutela i diritti e garantisce l’adempimento dei doveri. Qualcuno potrebbe obiettare: ma sei proprio convinta di essere “Avvocato delle Cause perse”? (direbbe Nonna Rita – Grande Avvocato Universale, insieme a Oh my Boss, entrambi Dancing in the Dark)

Predicatore?

No.

Avvocato improvvisato no, Traduttrice e Interprete specializzata in ambito legale, sì.

 

BACK TO THE BEGINNING

RITORNO ALL’INIZIO

SCENA DELL’ENTRATA IN CAMPO DI UN’INTERPRETE IN DIFESA DI UN GIOVANE LAUREANDO

Premesso che ero stata chiamata a interpretare un rinomato Personaggio, una Ricercatrice ucraina, trasferitasi negli Stati Uniti, attiva nella Ricerca internazionale sugli effetti da radiazioni sull’organismo umano, una persona di una straordinaria umiltà ed elevato grado culturale, di seguito una breve storia di “Empatia, Professionalità e Determinazione di un’Interprete Vintage”.

 

Dall’interpretazione all’arringa in difesa di giovani infermieri, il passo è breve.

 

Vorrei chiamare in causa un dovere importante, un obbligo per l’Interprete: il DOVERE DI DILIGENZA.

L’interprete è tenuto/tenuta ad adempiere ai propri doveri professionali con diligenza, quella che, in gergo, chiamiamo “Due diligence” In particolare deve rispettare le modalità e i termini dell’incarico, senza lasciarsi influenzare da pareri e convinzioni personali.

 

Proprio in nome di tale obbligo, mi sono fatta paladina di alcuni candidati all’esame di laurea infermieristica.

 

SCENA DELL’ARRINGA

La Presidente di Commissione si lascia andare a pesanti commenti ed esternazioni nei confronti di alcuni Candidati. Neppure l’Interprete, la sottoscritta, è esente dalle “sparate” di prepotenza, tipiche di un “Barone” di altri tempi.

Precisamente: chiede a un’Interprete, me nello specifico, che cosa ci faccia lì, pur sapendo che la Correlatrice del Candidato, mio Cliente, Personaggio di fama internazionale, rinomata per le sue ricerche sugli effetti di Chernobyl, non parla una parola di italiano e che l’unica parola che conosce, che pronuncerà proprio all’inizio del suo intervento, è “stupido”, peraltro pronunciata alla Stanlio Style, precisamente “stupiido”, da me rigorosamente ripetuta con lo stesso accento nell’interpretazione dall’inglese in italiano.

Quindi umilia 12 poveri laureandi con le sue domande provocatorie del tipo “Non lo sa lei che questo è un Corso di Laurea per Operatori Sanitari”?

Oppure rileva un evidente errore di battitura, in un Questionario da somministrare ai Pazienti, con le parole “Nessuno, una volta con la N maiuscola e l’altra con la n minuscola”?

Che risposta poteva aspettarsi da una “Boss’ Fan” incallita, paladina dei diritti e della Dignità umana?

Di seguito le mie testuali parole:

“Si dà il caso che sono Professionista, incaricata dal Candidato che lei ha appena umiliato per non aver comunicato il titolo della tesi. Titolo, peraltro da lei letto per presentare il Candidato. Premesso che sono stata regolarmente assunta dal Laureando, per interpretare il discorso conclusivo della Correlatrice, che non conosce altra parola in italiano, se non stupido, ma che lei non avrebbe neppure ammesso in Aula. Tutto ciò premesso, passo la parola alla Correlatrice per il discorso conclusivo”.

 

APPLAUSI E ACCLAMAZIONE DALLA PLATEA

Per un attimo mi sono sentita Protagonista di un Film, “Attimo fuggente”, scena finale nella quale tutti gli studenti si alzano in piedi per celebrare il Professore coraggioso impostosi al Direttore di Facoltà, arrogante e superbo.

Allo stesso tempo ho pensato ai doveri professionali da rispettare, quali:

 

OBBLIGO DI SEGRETEZZA E RISERVATEZZA

L’interprete è tenuto a mantenere assoluto riserbo sull’attività prestata e mantenere comunque la riservatezza sugli affari trattati. Una volta uscita avrei urlato ai quattro venti l’accaduto, pronunciando nome e cognome della gentile Presidente di Commissione.

Il mio buonsenso, combinato con la conoscenza dell’obbligo di

PROBITÀ, DIGNITÀ E DECORO

Mi ha ricordato che l’interprete è tenuto al loro massimo rispetto. Non può altresì esprimere opinioni politiche o personali, né rilasciare dichiarazioni pubbliche sulla propria ideologia politica o religiosa, o sul conto di altre persone.

In effetti, mi sono morsa la lingua e ho contato fino a 10, prima di iniziare a interpretare. Personalmente avrei contraccambiato la Presidente di Commissione con la stessa moneta.

Sono stata superiore e ho reso giustizia ai Candidati rispettando il mio dovere professionale di

LEALTÀ, astenendomi dal compiere opera di INTERMEDIAZIONE personale prendendo posizione nei confronti della parte lesa, restando obiettiva e mantenendo la mia indipendenza professionale.

 

Perché lo hai fatto?

Potrebbe chiedermi qualcuno. E perché hai rischiato di essere messa alla gogna pubblica, considerando che hai “osato” importi a un Personaggio del mondo accademico, la Presidente di commissione.

Risponderei: in nome del Rispetto.

Uno dei principi etici fondamentali, indipendentemente dal tipo di lavoro, è il rispetto. Qualunque sia il ruolo o la professione, ritengo che il rispetto sia essenziale per garantire lo svolgimento ideale delle mansioni in qualsiasi ambiente lavorativo.  Essere rispettosi implica non solo trattare con dignità le persone con cui interagiamo quotidianamente, ma anche avere cura dell’ambiente di lavoro. Significa altresì trasmettere il valore del rispetto anche a chi lo nega, o ne priva altre persone, senza mai lasciarsi sopraffare da sentimenti di rabbia, astio o rimostranza personale.

Di qui il rimando all’IMPERATIVO CATEGORICO.

Il mio Imperativo categorico a riguardo consiste nel mostrare umiltà, evitare attacchi personali e giudizi non costruttivi, accettare le critiche costruttive, mostrare e dimostrare impegno continuo, finalizzato al miglioramento personale e professionale, ma soprattutto a garantire l’equilibrio psico-emotivo di tutte le persone coinvolte nel rapporto professionale.

 

LA CONCLUSIONE?

Se vuoi rispetto preparati a rispettare.

Prima di parlare, rifletti, pensa e ascolta. Nel caso dell’Interprete: ascolta attentamente, medita e interpreta.

 

Inevitabile il riferimento e l’analogia tra figura dell’Interprete e componenti di una Rock Band, un insieme di Professionisti diversi, accomunati dalla passione per le lingue e per il frutto dell’ingegno umano: l’Interpretazione d’Autore e la performance da Artisti.

 

“Quando ero ragazzo a casa mia vi erano due cose impopolari: una ero io e l’altra era la mia chitarra”

Bruce Springsteen

 

Quando ero piccola c’erano due cose impopolari in casa mia:

  • Una scatola di cioccolatini, che mia Madre nascondeva accuratamente, per evitare che li mangiassi tutti e facesse una brutta figura quando arrivavano gli ospiti.
  • Gli attrezzi da lavoro di mia Madre, accuratamente riposti nella sua borsa da Ostetrica, che io nascondevo, perché non volevo che lei uscisse e lasciasse le figlie a casa, per andare dalle donne quando nasceva “U Criatur’” (il neonato).

 

Adesso sono cresciuta, sono Vintage, ma ho mantenuto la stessa passione.

Entusiasmo il mio Leitmotiv. Senso per la Giustizia il mio Comandamento.

Il tutto combinato con la mia passione per la musica.

Non avrai altro Artista all’infuori di the ONE and Only – Bruce Springsteen.

 

Un Articolo di

 

Cecilia Di Pierro

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