Più strade abbiamo, più importante diventa sapere dove vogliamo andare
Un articolo di Ana M. Alvarez
Basta guardarsi intorno, o fare un giro in rete, per rendersi conto della quantità enorme di possibilità che abbiamo oggi a disposizione: prodotti, servizi, strumenti, professioni, modelli di business, occasioni di collaborazione, nuovi mercati… E chi più ne ha, più ne metta! L’offerta è immensa e cresce ogni giorno che passa.
Tutta questa scelta apre sicuramente scenari interessanti… eppure rende anche più complesso orientarsi bene e non perdere la rotta.
Oggi il mondo del lavoro e dell’impresa offre una gran varietà di strade possibili, che cambiano alla velocità della luce, e per questo non sempre è semplice capire quali abbiano davvero senso per noi. Puoi essere un venditore, un manager, un professionista, un imprenditore, un responsabile di area o un collaboratore: a un certo punto hai bisogno di capire dove stai andando e se quello che stai facendo corrisponde ancora a ciò che vuoi davvero.
In più, se hai la responsabilità di altre persone, questa consapevolezza assume un peso ancora maggiore, perché le tue decisioni coinvolgono collaboratori, dipendenti, soci, clienti e spesso anche famiglie intere, direttamente o indirettamente. Quando guidi un’impresa o una parte di essa, le tue scelte hanno conseguenze che vanno molto oltre la tua persona… decisamente meglio navigare con una mappa e con il timone saldo che andare alla deriva, non credete?
L’imprenditore sa, o dovrebbe sapere, che fare impresa significa convivere con il cambiamento.
Quando abbiamo iniziato a fare formazione, parlavamo dell’impatto che ebbero l’arrivo dei computer, Internet, la digitalizzazione e i primi grandi cambiamenti tecnologici. Citavamo casi che allora sembravano quasi incredibili: Olivetti, Kodak, Nokia. Aziende enormi, solide, considerate quasi inattaccabili, che invece hanno perso terreno quando il mercato e la tecnologia hanno preso una direzione diversa e loro non hanno saputo intuirla, né seguirla.
Allora quei casi ci sembravano eccezionali. Oggi il cambiamento è molto più frequente, più veloce e più vicino. Cambiano il mercato, le persone, gli strumenti, i modelli di business, il modo di vendere, di comunicare, di lavorare e di creare valore. E proprio per questo, secondo me, è ancora più importante avere consapevolezza di chi vogliamo essere, cosa vogliamo costruire, quali valori vogliamo rispettare lungo il percorso e con quali persone vogliamo arrivarci.
Per me, questa è la Visione.
È qualcosa di più profondo di un grande obiettivo stimolante e anche di un piano strategico. Comprende la Missione, i valori guida, l’identità, il senso di ciò che stiamo facendo e la direzione che scegliamo di dare alla nostra vita.
Quando creai questo percorso, ormai vent’anni fa, il mondo mi sembrava già abbastanza confuso. Quello esterno e anche il mio interiore. Avevo bisogno di fermarmi, fare ordine, rimettermi dritta e capire quale fosse davvero la mia strada. La Visione nacque prima di tutto per questo… per me.
Poi, negli anni, è diventata un percorso formativo e oltre 3.000 persone, tra imprenditori, manager e professionisti, lo hanno utilizzato per lavorare su obiettivi, priorità, identità professionale, leadership e scelte importanti. In seguito è diventato anche un libro.
Oggi mi accorgo nuovamente che anch’io devo rifare la mia Visione, o almeno riaggiustarla. I valori probabilmente resteranno gli stessi, perché sono parte di chi sono, ma la rotta può cambiare. Le condizioni sono diverse, il contesto è diverso e anche alcune scelte che qualche anno fa avevano perfettamente senso oggi possono richiedere una revisione.
Ci sono momenti in cui basta correggere qualcosa e altri in cui bisogna prendere decisioni più decise: rivedere un progetto, lasciarne uno, iniziarne un altro, cambiare una strategia, scegliere nuove persone con cui collaborare, capire dove vale davvero la pena investire tempo, energie e risorse.
Ed è proprio qui che la Visione diventa utile. Quando hai tante possibilità davanti, il problema non è trovare una strada, ma riconoscere quella che è davvero coerente con te, con ciò che vuoi costruire e con i valori che vuoi portare avanti.
Senza questa consapevolezza è facile farsi trascinare da quello che succede: un’opportunità oggi, un’urgenza domani, una nuova idea dopodomani. E alla fine puoi ritrovarti ad aver lavorato tantissimo, preso mille decisioni, aperto nuove strade, ma senza sapere più con precisione cosa stai costruendo né perché.
La Visione serve anche a questo: a fermarsi ogni tanto, guardare un po’ più lontano delle urgenze della settimana e rimettere a fuoco ciò che conta davvero.
Per noi questo momento ha anche un significato particolare. La Nuova Elite oggi è una realtà, e ripartire proprio da un percorso che parla di identità, valori, Missione, direzione e futuro ci sembra molto coerente con ciò che stiamo costruendo.
Il prossimo 15 ottobre porteremo una nuova edizione de La Visione a Cuneo, città natale di Alessandro Bertoldi, che condurrà il percorso. Sarà una giornata a numero chiuso, dedicata a imprenditori, manager, professionisti e persone che sentono il bisogno di fare chiarezza su ciò che vogliono costruire e su come vogliono farlo.
Chi vuole conoscere meglio il programma e i dettagli della giornata può trovare tutte le informazioni qui: elite-academy.it/la-visione/

