POST MONDIALI DI CALCIO

Un articolo di Cecilia Di Pierro

 

FIFA 2026

CHI HA PAURA DI UN PALLONE?

Riprendo da dove ho iniziato…

Teoricamente, nessuno dovrebbe avere paura di un pallone.

In campo, però, possono accadere molte cose, tra queste i calci di rigore che decidono la sorte di una o dell’altra squadra e decretare il Vincitore della Finale.

Tuttavia, mantenendo la calma e stando con i piedi ben saldi sul campo da calcio, la paura si può sconfiggere e la tranquillità si può riconquistare.

 

 

QUASI QUATTRO SETTIMANE FA

IL TEMPO PASSA INESORABILMENTE

 

FISCHIO D’INIZIO E FINE DEI MONDIALI

Iniziati l’11 giugno si sono conclusi il 19 luglio.

 

ERA GIÁ TUTTO PREVISTO….

LA “STREGA” INTERPRETE AVEVA BEN INTERPRETATO

Per chi ho tifato?

Lucana di origine, fiorentina di adozione, mein Herz schlägt auf Deutsch (battito cardiaco tedesco).

Per ovvie ragioni di rispetto, per la “Padrona di casa” dei miei Articoli, Mi Redactora Ana, impossibile non tifare per la Roja, alias Spagna.

Il Paese vincitore al “microfono”?

Gli Stati Uniti ovviamente!

Perché?

Because the Boss è americano e il pallone entra in “My Homeland”

Chi ha vinto?

España – Vamos a ganar – Ha vinto

 

L’Italia non ha partecipato, ma lo spettacolo è stato ugualmente assicurato; abbiamo assistito a tantissime partite tra grandi campioni, sfide incredibili ed emozioni uniche.

E ancora una volta, l’entusiasmo per un gioco di squadra, tradizionale ed antico come i calciatori che ci hanno intrattenuto con i loro muscoli, le loro gambe e, forse, le loro reazioni per un goal mancato, sono trionfate in campo, perché

 

“Remember in the end nobody wins unless Everybody wins”

(Born to run – Bruce Springsteen)

(Ricordate. Vittoria comune, vittoria condivisa).

Il vero successo non consiste nel lasciare indietro gli altri, ma nel sostenersi a vicenda per una crescita condivisa.

 

 

Nota di rigore in fundo

Avrei sperato che The Boss cantasse una canzone a sorpresa!

“Rockin’ all over the World”

 

Invece no.

In compenso si sono visti in Tribuna i tre dei Mondiali:

Robbie Williams, Laura Pausini e Nicole Scherzinger.

Non particolarmente apprezzati dalla Sottoscritta, hanno comunque saputo intrattenere il pubblico con la loro pluriennale esperienza di …

Canzoni in campo.

 

Spirito sportivo

Si può perdere una finale. Succede. È il calcio. Quello che non dovrebbe mai succedere è trasformare la delusione in una rissa.

Ho provato un certo sconcerto, misto a lieve nota di malinconia, per le reazioni viste in campo al termine della Partita.

 

IMMAGINI DA FARWEST

L’Argentina ha salutato il Mondiale 2026 con un’immagine che farà il giro del mondo, ma non per motivi sportivi. Mentre la Spagna festeggiava legittimamente la conquista della Coppa del Mondo, sul terreno di gioco è scoppiato il caos: spintoni, pugni, strattoni ed una maxi rissa che ha avuto tra i principali protagonisti Leandro Paredes e Nahuel Molina. Il primo è arrivato perfino ad afferrare per il collo Eric Garcia ed è stato espulso dopo il fischio finale, mentre anche Molina è stato coinvolto negli scontri con gli spagnoli.

 

UNA SOLA DOMANDA

La domanda è una sola: era davvero necessario?

La Spagna stava semplicemente festeggiando un titolo conquistato sul campo. Non c’erano provocazioni evidenti, c’era solo la gioia di chi aveva appena vinto il Mondiale. Eppure qualcuno ha deciso che quel momento dovesse essere rovinato con la violenza.

Il problema, però, non riguarda soltanto gli ultimi minuti della finale. Per molti appassionati di calcio, l’Argentina ha dato per tutta la competizione l’impressione di giocare costantemente sul filo della tensione: proteste, falli duri, provocazioni e continui confronti con arbitri e avversari. Un agonismo esasperato che, per tanti spettatori neutrali, ha finito per trasformarsi in antipatia.

Non sorprende, allora, che sui social, durante la finale, tantissimi tifosi di altre nazioni abbiano apertamente tifato per la Spagna. Non tanto per simpatia verso la Roja, quanto per il desiderio di vedere prevalere una squadra che, almeno nella partita decisiva, abbia mantenuto il controllo anche nei momenti più delicati.

 

THE WINNER TAKES IT ALL – CANTA UN VECCHIO BRANO DEGLI ABBA

Perdere fa male. Perdere un Mondiale ancora di più. Ma è proprio nelle sconfitte che si misura la grandezza di una squadra.

Nel vortice del caos più assoluto, Lionel Scaloni ha provato a riportare la calma, separando i suoi giocatori dagli avversari. Un gesto da allenatore e da uomo di sport. Peccato che alcuni dei suoi calciatori avessero già scelto un’altra strada.

Le immagini di Paredes che si scaglia contro gli avversari e della rissa, scoppiata mentre gli spagnoli iniziavano a celebrare, resteranno una delle fotografie simbolo di questa finale. Così come farà discutere la scelta di molti giocatori argentini di non assistere alla premiazione della Spagna, voltando le spalle alla cerimonia e lasciando il campo.

Altrettanto memorabile, a mio avviso, è il gesto di Lamine Yamal di non stringere la mano al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, peraltro a capo dell’organizzazione dell’intera manifestazione.

C’è un termine imperativo, ma non rispettato:

FAIR PLAY.

 

LEIDENSCHAFT UND BEGEISTERUNG

PASSIONE ED ENTUSIASMO

Il Calcio è passione. È rivalità. È anche tensione. Ma c’è una linea che non dovrebbe mai essere superata. Perché i campioni si riconoscono quando vincono. Le leggende, invece, si riconoscono soprattutto quando perdono.

Memorabili le lacrime del Campione argentino, Lionel Messi che forse avrebbe sperato di portare a casa l’ultimo trofeo, a conclusione di una brillante carriera in campo.

Altrettanto degne di nota, indimenticabili, le lacrime del CT Argentino, Scaloni, alla Conferenza Stampa, con un Interprete peraltro non all’altezza (non è deontologicamente corretto, ma la cabina d’interpretazione esige qualità e questa non c’ stata a fine partita.).

 

FISCHIO FINALE

Un Articolo Straordinario al termine di un’Avventura che ci ha visti tutti riuniti intorno a un tavolo, a cena, per uno Spritz, una pizza e una chiacchierata, tra urli, battito cardiaco accelerato, battute di mani e “Mamma non vociare” – mio figlio che mi invita ad esultare in silenzio…

Un evento sociale, insomma.

L’occasione per ritrovare un po’ di Umanità e vivere attimi spensierati.

Tutti insieme appassionatamente in campo e fuori campo.

 

La voce in Oversound

Interprete e Traduttrice di professione

Voce in campo da “Radio Nowhere” ai Piani Alti durante i Mondiali

 

Cecilia Di Pierro

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