Quando il fatturato non basta: il valore del controllo di gestione nei momenti difficili

Un articolo di Patrizio Gatti

 

“Non conta predire la pioggia, ma conta saper costruire l’Arca.”
 Citazione attribuita a Warren Buffett

Nel corso degli anni mi è capitato di vedere aziende con ottimi fatturati entrare comunque in difficoltà, mentre altre, magari meno grandi, riuscivano a superare periodi complicati mantenendo equilibrio e solidità.

E questo può dipendere da diversi fattori, e sicuramente uno dei modi migliori per capire davvero come sta andando un’azienda è applicare il controllo di gestione insieme a una corretta pianificazione economica e finanziaria.

Nel marzo 2026 ho avuto un colloquio con la responsabile amministrativa di un’azienda metalmeccanica che mi ha contattato per un parere su come muoversi per affrontare un investimento aziendale abbastanza importante.

Qualche anno fa avevo affiancato questa impresa per un periodo di formazione sul controllo di gestione, lavorando con la direzione e il personale amministrativo nell’impostazione e nella successiva gestione di budget economici, pianificazione dei flussi di cassa e controllo di contabilità industriale su commesse e centri di costo.

L’azienda, circa 45 dipendenti, arriva da anni non semplici.

Durante il colloquio, la responsabile amministrativa mi ha detto una frase che mi è rimasta impressa e che, naturalmente essendo di parte, mi ha fatto anche piacere.

“L’applicazione del controllo gestionale ci ha salvati durante gli anni più difficili.”

Uno degli strumenti principali utilizzati era il budget economico annuale, suddiviso mese per mese, confrontando periodicamente i dati programmati con quelli realmente ottenuti, cercando le cause e mantenendo attenzione anche agli effetti futuri sulla liquidità e sulla situazione finanziaria, oltre a un budget di tesoreria utilizzato per pianificare entrate e uscite.

Ma il vero punto di forza, secondo lei, era stato costruire nel tempo fondi di accantonamento gestiti grazie a un’attenta pianificazione e programmazione dei flussi di cassa, con particolare attenzione anche alla gestione delle corrette forme di finanziamento, senza aspettare i problemi ma cercando di anticiparli.

Mi spiegava, anche con un certo orgoglio, che proprio grazie a questa mentalità, quando sono arrivati i periodi più duri con minori incassi, quei fondi gli hanno permesso di andare avanti senza entrare in forte tensione finanziaria e senza rincorrere le banche.

Ed è proprio in momenti come questi che si capisce il valore della pianificazione aziendale fatta con un certo metodo.

In molti casi si pensa ancora che fare un budget significhi semplicemente prevedere quello che accadrà nei mesi successivi. In realtà il budget non è una previsione passiva.

Un budget va ricontrollato periodicamente e, quando necessario, aggiornato in base a quello che sta realmente accadendo in azienda e sul mercato.

Per questo oggi molte imprese utilizzano anche sistemi di rolling budget, cioè una pianificazione aggiornata progressivamente durante l’anno. In pratica non si lavora soltanto sul budget preparato a gennaio e lasciato lì fino a dicembre, ma si rivedono numeri, costi, ricavi, obiettivi e situazione finanziaria man mano che cambiano le condizioni aziendali o di mercato.

C’è una differenza tra dire:

“Secondo noi il prossimo anno il fatturato crescerà del 10%” e queste sono ipotesi che possono verificarsi oppure no;

oppure dire:

“Vogliamo aumentare il fatturato del 10% e abbiamo deciso quali azioni fare per provare a raggiungere questo risultato. Per esempio, assumere un/una commerciale, prendere a noleggio una macchina, investire in pubblicità, organizzare eventi promozionali. Bene, queste azioni ci costeranno e riusciremo, con le tempistiche degli incassi, a sostenere l’aumento delle spese oppure occorre richiedere un fido in banca?”

Negli anni era riuscita a eliminare diverse spese superflue e a prestare molta più attenzione ai movimenti economici e finanziari dell’azienda.

Ed è stato proprio questo, secondo la responsabile amministrativa, uno degli aspetti che li ha aiutati maggiormente nei momenti più difficili.

Negli ultimi anni molte aziende hanno capito che si può anche lavorare tanto, fatturare, avere ordini e trovarsi comunque in difficoltà finanziaria.

Per questo limitarsi a guardare il conto economico non basta più.

Perché spesso le conseguenze di certe decisioni arrivano qualche mese dopo.

Per esempio non è raro vedere aziende che, per abbassare l’utile previsto di fine anno, concentrano molti acquisti negli ultimi mesi dell’esercizio e poi si ritrovano nei primi mesi dell’anno successivo con pagamenti importanti verso fornitori e tensioni di cassa.

Per questo la pianificazione economica deve sempre andare di pari passo con quella finanziaria.

E ascoltandola parlare era quasi musica per le mie orecchie, perché avevo sempre più la conferma di quanto pianificare davvero, e passare poi dalle idee ai fatti, possa diventare una leva strategica importante per un’azienda.

 

Patrizio Gatti

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