SAN GIOVANNI

Un articolo di Cecilia Di Pierro

 

MA PERCHÉ SI DICE SANGIOVANNI NON VUOLE INGANNI?

DIREBBE SILVIA DI MOLLICA’S

I Mollica’s sono Silvia Daddi e Mattia Maracci, una coppia di cuochi e creator toscani (classe ’85 e ’86) conosciuti per il loro popolare furgoncino di Street Food. Hanno vinto il premio come Miglior Street Food on the road d’Italia del Gambero Rosso e sono diventati un fenomeno Social  grazie alla simpatia di Silvia e alla cucina tradizionale toscana, da lei sapientemente e scherzosamente raccontata.

 

Il loro progetto unisce cibo di strada di alta qualità e una comunicazione molto ironica, incentrata sul forte slang toscano.

 

SANGIOVANNI NON VUOLE INGANNI

L’espressione “San Giovanni non vuole inganni” (o “San Giovanni non vuole inganni né burle”) nasce nella Firenze medievale. È in stretta correlazione con la storia del fiorino, la prestigiosa moneta d’oro coniata dalla Repubblica Fiorentina a partire dal 1252.

 

QUALCHE DETTAGLIO SULLE ORIGINI

Era una moneta di pregio, riportava su una faccia il Giglio di Firenze e sull’altra l’effigie di San Giovanni Battista, patrono della città. Quest’immagine era molto dettagliata, incisa con grande maestria e quasi impossibile da contraffare. Un simbolo di assoluta onestà: La presenza di San Giovanni sulla moneta certificava non solo il peso e la purezza dell’oro, ma rappresentava anche una promessa di autenticità e lealtà. a punizione per i falsari: Data l’importanza del fiorino nei commerci internazionali, falsificare la moneta (e quindi offendere l’effigie del Santo) era considerato un crimine gravissimo, spesso punito con il rogo. Con il passare dei secoli, il detto si è diffuso in tutta Italia trasformandosi in un proverbio popolare che richiama alla schiettezza, alla trasparenza e al rispetto delle regole, senza sotterfugi o sotterfugi ingannevoli.

 

La festa di San Giovanni Battista, patrono di Firenze, si celebra ogni anno il 24 giugno.

La giornata è ricca di appuntamenti tradizionali che culminano la sera con i celebri “fochi”. I momenti principali includono:

 

Corteo degli omaggi: si tiene la mattina e vede il corteo storico sfilare da Palazzo Vecchio fino al Battistero per offrire i ceri al Santo Patrono.

 

Città di Firenze

Calcio Storico Fiorentino: nel pomeriggio va in scena la spettacolare finale in Piazza Santa Croce.

 

I Fochi di San Giovanni: alle 22:00, lo spettacolo dei fuochi d’artificio illumina la città, solitamente esplodendo dal Piazzale Michelangelo e ammirabile dai Lungarni.

San Giovanni Battista è il patrono di Firenze perché incarna i valori di rettitudine, fierezza e laboriosità che la città ha storicamente celebrato. Inoltre, nel Medioevo sostituì il dio pagano Marte (protettore della Firenze romana), trasformandosi nel simbolo dell’identità cristiana, politica ed economica della Repubblica fiorentina.

 

Il legame profondo della città con il “Precursore” si articola in diverse motivazioni:

Il cambio di protettore: Originariamente, la città romana di Florentia era devota a Marte, dio della guerra. Quando i fiorentini si convertirono al Cristianesimo, scelsero San Giovanni Battista come figura antitetica ma ugualmente forte, coraggiosa e battagliera. A testimonianza di questo passaggio, il celebre Battistero di San Giovanni fu eretto proprio sulle rovine di un antico tempio romano.

 

Simbolo di potere e ricchezza: La sua figura incarna la rettitudine morale e la correttezza, virtù fondamentali per una potente città mercantile. Dal 1252, il legame con il Battista fu impresso anche sul fiorino d’oro, la celebre moneta fiorentina che portava su una faccia il giglio e sull’altra proprio il volto del Santo.

 

Società di San Giovanni Battista

La fusione con i culti solari: La sua festività ricorre il 24 giugno, una data che originariamente coincideva con le antiche feste pagane legate al solstizio d’estate e ai cicli agricoli. Sovrapponendo la Nascita del Battista a queste celebrazioni, la Chiesa ha consacrato il trionfo della luce e della vita nuova.

 

ED ORA QUALCHE CENNO SU SAN GIOVANNI IN SPAGNA

Mi riferisce Mi Editora Ana che…

Anche in Spagna, il 24 giugno, si festeggia “La noche de San Juan” La ricorrenza celebra il passaggio del solstizio d’estate.

Un fratello di Ana si chiama Juan: che coincidenza!

San Juan coincide con la raccolta del grano in campagna.

Appresa la notizia, sono scattate immediate le mie ricerche.

Perché…

Un’Interprete e Traduttrice è rinomata per la sua sete di sapere e conoscenza.

Conoscenza è Curiosità.

Entrambe iniziano con la “C”, come Cecilia.

La Regola delle “3 C”.

Curiosità è indice di intelligenza. Sono molto curiosa.

 

CHE COSA È EMERSO DALLE MIE RICERCHE?

Ho scoperto che San Juan si festeggia ad Alicante.

Alicante festeggia l’arrivo dell’estate con i Falò di San Giovanni. Tra musica, colore, fuochi d’artificio e spettacoli, migliaia di persone si riversano per le strade per vivere questa festa che rende omaggio al fuoco.

Ti risulta Ana, o è una mia visione/interpretazione della realtà?

Sono rinomata per una fervida immaginazione

Di qui la mia curiosità per apprendere nozioni nuove e usi in altri paesi.

 

DALLA SPAGNA ALLA CITTÁ CULLA DEL RINASCIMENTO

SAN GIOVANNI A FIRENZE

Scrivevo in Premessa “San Giovanni non vuole inganni”.

Qualche cenno storico

Iniziamo dal Medioevo, quando si riteneva che al posto del Battistero, dedicato al Santo, sorgesse un tempio dedicato a Marte, divinità romana della guerra e patrono di Firenze in età antica. Solo dal sesto secolo i longobardi introdussero il culto del Santo e le prime vere celebrazioni del patrono risalgono dunque a sette secoli dopo.

 

La data era la stessa, il 24 giugno, giorno della nascita di San Giovanni Battista, ma nella Repubblica fiorentina la festa iniziava già il 21 giugno, legata anche ai riti pagani per celebrare il solstizio d’estate, e continuava tra processioni, mostre delle arti maggiori e l’offerta dei ceri davanti al Battistero di San Giovanni Battista, un’usanza arrivata fino a noi e che si svolge la sera del 24.

 

RIFERIMENTO AL SOMMO POETA

Nel Canto XIII dell’Inferno, Dante scrive che, quando la città cambiò il primo protettore nel patrono cristiano San Giovanni Battista, il dio pagano decise di vendicarsi su Firenze con la sua arte, scatenando le sanguinose guerre che coinvolsero la città nel periodo medioevale.

 

Le origini della festa di San Giovanni sono remote e ogni 24 giugno la città celebra il patrono in grande stile. Gli eventi per San Giovanni cominciano la mattina, con il tradizionale corteo che da Palazzo Vecchio arriva fino al Battistero.

Tutte le personalità politiche, Sindaco ed altri componenti della Giunta municipale, affiancate da altri personaggi, sfilano per le vie del Centro.

 

BREVE PARENTESI EQUESTRE…

Un tempo, in concomitanza con San Giovanni, si svolgeva il palio dei Cocchi, una corsa di carrozze trainate da cavalli, in piazza Santa Maria Novella alla vigilia del patrono. La sfida, istituita quasi cinquecento secoli fa da Cosimo I, andò avanti fino al 1858 e due obelischi, che delimitavano il circuito di gara, testimoniano il grande coinvolgimento cittadino per l’occasione.

 

“FOCHI” DI SAN GIOVANNI

A Firenze, la festa del Santo Patrono non è tale senza “fochi”: all’inizio, lingue di fuoco si levavano da fascine di saggina e bacili di sego sistemati sotto la Loggia dei Lanzi, mentre il contado veniva illuminato da torce e falò. Poi, con l’arrivo della polvere da sparo, iniziò lo spettacolo pirotecnico. Artisti come il Tribolo e il Buontalenti facevano a gara pur di creare suggestive scenografie di girandole infuocate davanti Palazzo Vecchio.

 

I FOCHI SI TRASERISCONO…

Dal 1796 la Società di San Giovanni Battista si occupa, ogni anno, di questo spettacolo di luci. I primi razzi simili a quelli attuali vennero sparati da piazza della Signoria nel 1826 e nel Novecento i fuochi d’artificio di San Giovanni traslocarono sul “tetto” di Firenze, il piazzale Michelangelo.

Sotto il cielo stellato, davanti a un panorama mozzafiato, con la città di Firenze sullo sfondo, ogni anno Fiorentini e turisti fanno a gara ad accaparrarsi i primi posti della fila per godersi lo spettacolo pirotecnico.

 

Qualcuno guarda i “Fochi” dall’alto della sua abitazione.

Come sono solita dire scherzosamente: abito ai Piani Alti.

Anche quest’anno aspetto con gioia uno spettacolo unico, entusiasmante ed emozionante.

 

PERCHÉ…

Lucana di origine

Fiorentina di adozione

Il mio cuore batte per Firenze, al ritmo di Bruce

 

“You can’t start a fire without a spark.

Non puoi accendere un fuoco senza una scintilla.

(Dancing in the Dark)

 

Entusiasmo il mio Leitmotiv

Accendi l’Entusiasmo con un brano

(DPC)

 

Anche quest’anno guarderà “I fochi” dai Piani Alti in festa.

 

Un Articolo pirotecnico di

 

Cecilia Di Pierro

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