Il vero errore: assumere prima di essere pronti

Un articolo di Paola De Vitis

Molte aziende affrontano la crescita commerciale partendo dalla domanda sbagliata: “Di quanti venditori abbiamo bisogno?”

La domanda corretta dovrebbe essere: “Siamo pronti a farli avere successo?”

Inserire nuovi venditori in una struttura commerciale fragile è come aggiungere carburante a un motore che non è stato ancora messo a punto. La potenza aumenta sulla carta, ma le prestazioni reali continuano a essere limitate dai problemi strutturali.

Eppure questo è uno degli errori più frequenti nelle piccole e medie imprese. Quando il fatturato rallenta o gli obiettivi di crescita sembrano lontani, la soluzione più immediata appare quella di ampliare la rete vendita. Si pubblicano annunci, si attivano selezioni, si investono risorse per trovare nuovi professionisti. Tuttavia, una volta inseriti, i risultati spesso non arrivano con la velocità sperata.

Il motivo è semplice: un venditore può generare opportunità, ma non può sostituirsi a un’organizzazione commerciale inesistente.

I venditori hanno bisogno di un sistema

Anche il miglior professionista ha bisogno di un contesto che gli permetta di lavorare in modo efficace.

Per essere produttivi, gli agenti necessitano di:

  • processi commerciali chiari;
  • strumenti operativi efficaci;
  • affiancamento iniziale;
  • formazione continua;
  • figure di riferimento capaci di trasferire metodo ed esperienza.

Quando questi elementi sono presenti, il venditore può concentrarsi sulla vendita e sulla relazione con il cliente.

Quando invece mancano, gran parte del suo tempo viene assorbita dalla ricerca di informazioni, dalla gestione delle inefficienze interne e dalla necessità di costruire autonomamente un metodo di lavoro.

Il rischio della vendita “artigianale”

Nelle aziende poco strutturate ogni venditore finisce inevitabilmente per sviluppare un proprio approccio.

C’è chi gestisce i clienti con fogli Excel, chi utilizza strumenti personali, chi segue un metodo di acquisizione completamente diverso dai colleghi. Ognuno lavora secondo la propria esperienza e le proprie abitudini.

Nel breve periodo questa situazione può sembrare sostenibile. Nel lungo periodo genera invece una serie di problemi:

  • difficoltà nel monitorare le performance;
  • impossibilità di replicare i risultati migliori;
  • disallineamento nel rapporto con i clienti;
  • dipendenza dai singoli professionisti;
  • elevata difficoltà nell’inserimento di nuove risorse.

 

L’azienda smette di controllare il processo commerciale e diventa dipendente dalle capacità individuali dei propri venditori.

Perché molti inserimenti falliscono

Quando un nuovo agente entra in azienda dovrebbe trovare una strada già tracciata.

Dovrebbe sapere quali clienti contattare, come presentare l’offerta, quali strumenti utilizzare, quali obiettivi raggiungere e a chi rivolgersi in caso di difficoltà.

Se tutto questo non esiste, il periodo iniziale diventa frustrante.

Il venditore fatica a generare risultati, l’azienda percepisce prestazioni inferiori alle aspettative e il rapporto rischia di interrompersi prima ancora di aver espresso il proprio potenziale.

In molti casi il problema non è il professionista selezionato. È l’assenza di un sistema che gli permetta di esprimere le proprie competenze.

La differenza tra crescita e improvvisazione

Le aziende che riescono a espandere con successo la propria rete vendita hanno una caratteristica comune: costruiscono prima il modello e poi aumentano le persone.

Definiscono procedure commerciali condivise, implementano strumenti di controllo, stabiliscono indicatori di performance e creano percorsi di onboarding strutturati.

Solo successivamente inseriscono nuovi venditori.

Questo approccio consente di ridurre i tempi di apprendimento, aumentare la produttività e rendere la crescita più prevedibile.

Ogni nuovo ingresso non deve inventare il proprio metodo, ma applicare un sistema già validato dall’azienda.

La vera domanda da porsi

Prima di assumere un nuovo venditore, ogni imprenditore dovrebbe chiedersi:

“Se domani inserissi tre nuovi agenti contemporaneamente, sarei in grado di renderli operativi e produttivi in pochi mesi?”

Se la risposta è incerta, probabilmente il problema non riguarda il numero di venditori presenti in azienda.

Riguarda la struttura commerciale che dovrebbe supportarli.

Perché la crescita sostenibile non nasce dall’aumento delle persone, ma dalla capacità dell’organizzazione di trasformare il talento individuale in risultati replicabili.

 

Paola De Vitis

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