Ogni tanto bisogna ricordarsi di ricordare.
Un articolo di Ana M. Alvarez
Ogni tanto bisogna ricordarsi di ricordare. Ricordare chi sei. Chi vuoi essere. Cosa ti fa sentire vivo.
Sempre mi è piaciuto scrivere. E quando dico sempre, voglio dire proprio sempre, da che ho memoria… Ancora prima di saper scrivere davvero, a quattro o cinque anni, inventavo poesie che memorizzavo… Possiamo dire che sono nata con questa passione e quando mi facevano la solita domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”, rispondevo decisa: la scrittrice.
Poi, come succede un po’ a tutti, crescendo mi sono lasciata distrarre.
Lo studio, le relazioni, le dinamiche familiari, il lavoro, le responsabilità, i cambiamenti, le difficoltà… le gioie e i dolori che inevitabilmente fanno parte del nostro percorso.
E questo continuo su e giù fa sì che, prima o poi, capiti a tutti di perdersi un po’, non necessariamente in modo drammatico. Anzi, la maggior parte delle volte ci si perde un po’ alla volta, quasi senza accorgersene. Siamo così impegnati a fare ciò che va fatto, a risolvere problemi, a prenderci cura delle persone che amiamo, a portare avanti progetti e responsabilità, che qualche volta smettiamo di ricordarci di noi. Di chiederci come stiamo. Cosa desideriamo davvero. Se la direzione che stiamo seguendo è ancora quella giusta… se il sogno che avevamo da bambini, in qualche modo, ce l’abbiamo ancora dentro.
A me è successo quando sono diventata mamma.
Da quel momento molte cose, a cominciare dalle priorità, sono cambiate. Si sono messe in moto tante dinamiche… la vita di coppia, il lavoro, la famiglia, le distanze, le mancanze… tante, troppe cose insieme.
Ero stanca, di testa e di corpo.
Sentivo di correre sempre, ma senza avere davvero chiaro verso dove. Passavo le giornate una dietro l’altra come trasportata dalla corrente.
Fu allora che sentii il bisogno di fermarmi, di fare il punto della situazione. Di ricordarmi chi ero.
Da quella necessità personale nacque il corso La Visione, poi diventato anche un libro.
Lo creai per me, perché avevo bisogno di capire chi fossi ancora, dove fossi e dove volessi andare.
E lo feci scrivendo.
La cosa curiosa è che, riflettendo, mi accorsi che quel sogno della bambina che voleva fare la scrittrice non era poi scomparso. Aveva semplicemente trovato forme diverse.
Oggi scrivo contenuti, corsi, articoli, interventi. Ho scritto un libro e diversi manuali. Scrivo tanto…
Confesso che creare La Visione fu per me terapeutico, quasi magico. E sono felice di aver potuto mettere quello strumento a disposizione di tante altre persone, perché credo che quando qualcosa ci aiuta davvero, valga la pena condividerlo.
Col tempo (incomincio ad avere una certa età…) ho capito anche un’altra cosa.
Non basta ricordarsi di noi e dei nostri sogni una volta per tutte… magari!
La vita cambia e noi cambiamo. Cambiano le situazioni, i ruoli, le persone che incontriamo, le esperienze che viviamo e ogni tanto diventa necessario fermarsi di nuovo, per ascoltarsi, per fare ordine alle priorità, per rimettere a fuoco la direzione. Per ricordarsi, ancora una volta, chi siamo e chi vogliamo essere.
Per questo credo che sia una buona e sana abitudine concederci più spesso tempo per ascoltarci, per darci attenzione e per avere il coraggio di chiederci se la vita che stiamo vivendo è ancora all’altezza dei nostri sogni e del nostro potenziale.
E quando la risposta non è un sì deciso, regalarci la possibilità di correggere la rotta.
Perché, forse, il peccato più grande non è perdere la strada, è dimenticare CHI la sta percorrendo.
Ecco perché, ogni tanto, bisogna ricordarsi di ricordare.

