SOCIAL E FESTA DELLA MAMMA
Un articolo di Cecilia Di Pierro
I SOCIAL DIVIDONO O UNISCONO?
RUOLO DEI SOCIAL E LEGAME CON LA FESTA DELLA MAMMA
DUE ARTICOLI IN UNO…
Il presente Articolo nasce da un commento al recente Articolo di Alessandro Bertoldi, su un argomento che tiene banco ultimamente, quello dell’Intelligenza Artificiale.
Commentavo così, riporto le mie testuali parole:
molti oggi parlano di AI e di una strana “Creatura”, che ci ruberà il lavoro.
In futuro… saremo tutti disoccupati intelligenti.
La domanda è una sola: quale lavoro?
E inoltre. Mi pare che si sia tornati all’Età della Pietra, nella quale “Homo homini lupus”. Tutti contro tutti. Basta vedere cosa accade nei Social. Ognuno tira l’acqua al suo mulino. Dalle belle immagini, fiabesche, da Pubblicità del Mulino Bianco, passiamo alle immagini di una Società di un popolo Social, in cui tutti combattono e contraddicono tutti.
Se questo è progresso, figuriamoci che cosa vuol dire regresso.
Non è pessimismo. È osservazione della realtà: concludevo.
Comincio dunque il mio Articolo da una conclusione.
E chiedo a voi, che mi leggete:
Secondo voi, i Social dividono o uniscono?
Il problema non è AI, a mio avviso.
È ciò che accade immediatamente prima, o dopo.
Pensate che siamo diventati dipendenti dai nostri telefoni, o è semplicemente un’evoluzione naturale del nostro modo di interagire gli uni con gli altri?
Le nostre relazioni sono cambiate – in meglio o in peggio – Per colpa di chi? Canterebbe Zucchero (che vedrò in Concerto il 16 luglio al Lucca Summer Festival – Grande evento sociale – scusate la digressione). Dei Social Media? Mi piacerebbe sentire la vostra opinione: qual è, secondo voi, il ruolo dei Social Media nelle relazioni odierne?
PROVO A RISPONDERE
Ogni giorno, quando commento, pubblico, o m’intrattengo con vari Contatti, nei vari Social, rifletto sull’impatto dei Social Media e degli smartphone nella nostra vita sociale ed emotiva. Ciò non significa che mi sia trasformata in analista di usi e costumi, né ho la pretesa di attribuirmi il titolo di Social Media Manager. Gestisco le emozioni, i miei sentimenti e analizzo le mie sensazioni nel corso delle mie consuete interazioni Social.
È così che arrivo ad una conclusione, precisamente: penso seriamente che l’uso eccessivo dei Social Media stia danneggiando la salute mentale di giovani, adulti e bambini. Il problema è che la maggior parte di noi non se ne rende nemmeno conto. Secondo qualcuno, piattaforme come Instagram, TikTok, o Facebook devono assumersi maggiori responsabilità in merito. Quando queste piattaforme sono gratuite, noi siamo di fatto il prodotto — ma come ci proteggiamo da tutto ciò senza sentirci esclusi e isolati se l’abbozziamo, direi in fiorentino, ovvero se decidiamo di smettere di usarle? È davvero possibile trovare un equilibrio tra restare connessi e prenderci cura della nostra salute mentale, o della nostra libertà di pensare autonomamente, in qualità di esseri umani, piuttosto che automi condizionati da un Programma, un’Applicazione, o un Social?
Differenza tra generazione attuale e noi, o nostri antenati (genitori e nonni)
Ormai la generazione Z è cresciuta, penso più alla generazione ALPHA, i cosiddetti iPadKids, letteralmente cresciuti in grembo con uno schermo dalla più tenera età. I primi esponenti della Generazione Z non avevano tablet e smartphone h24, 7 giorni su 7 sotto occhi e naso. Credo che solo tra qualche anno vedremo chiaramente la differenza fra chi è cresciuto fin da neonato davanti a uno schermo e chi, invece, ha vissuto almeno i primi di anni di vita senza.
CHE COSA PENSO DUNQUE?
Credo che sarebbe meglio utilizzare il cellulare solo per scrivere messaggi di testo, o effettuare chiamate. Un mondo umano reso social grazie all’uso morigerato del cellulare.
Utopia?
Possiamo fare tutto il resto con il PC.
UTILITÁ O DANNO?
In alcuni casi i Social Media sono utili. Tuttavia, complessivamente, direi che causino più danni che benefici. Il mio pensiero non vuole essere un dogma, è una mia impressione, anche se penso che molti ci si potrebbero riconoscere. Come ogni strumento, dipende da come lo usi, non vedo i social solo negativamente.
Sono a favore di alcuni Social, un po’ meno di altri. Non credo che sia questa la giusta Sede per fare una disamina specifica, anche perché sarebbe presunzione da parte di una semplice Utente.
Vorrei porre l’accento su un elemento fondamentale: finché il focus era curiosare nei fatti e nella vita delle persone conosciute (quindi amici frequentati), rispondendo a una storia, commentando un post e altro, adesso mi sembra di intravedere tutte piattaforme di consumo, dove si pretende sempre di più (si crea dipendenza, per così dire).
Credo che si possa parlare di Psicologia social(e)
Una mia opinione personale/osservazione soggettiva: mi pare di assistere a una cultura sempre più rarefatta, una manciata di luoghi comuni e di abitudini Social. Neppure negli ambienti accademici si trova gente di cultura con cui interagire, quindi piaccia o meno, solo in rete puoi trovare qualcuno.
Il punto è sempre quello che l’intelligenza è una risorse che si moltiplica con l’uso e il confronto e si perde altrimenti, più vasta è una comunità più alta è la presenza di qualcuno sveglio nella massa, però più è vasta più vasto sarà il numero di “pecore” che seguono il gregge. Sarà quindi difficile separare il segnale dal rumore, distinguersi nella moltitudine, per così dire.
CHE COSA FANNO I SOCIAL NELLO SPECIFICO?
Ci connettono e ci rendono più soli, perché per generare valore, occorre perderci un sacco di tempo e più ci si perde tempo, meno lo spendiamo nella vita fisica. I più non riescono a ricavare alcun valore, prendono solo dopamina rapida, ma al netto della desolazione sociale non ci resta molto. O si crea una compagnia distante e ci si isola in una bolla, fino a che l’effetto dura seguendo solo le notizie più rilevanti, o, in alternativa, si accetta il mare di rumore per filtrare nell’immensa mole di terra qualche filo d’oro.
CHE TIPO DI NOTIZIE POSSIAMO ATTENDERCI DAI SOCIAL?
In alcuni social/modelli il rumore è al massimo, ma il segnale decifrabile è quasi nullo; in altri è migliore: alcuni Social sono diventati fonte di notizie più o meno obiettive e attendibili, con discussioni interessanti abbastanza frequenti, qualcuno è molto rumore per nulla, altri sono fonte di pettegolezzi e rumori molesti, uno scoppio fragoroso.
SOCIAL E POLITICA
Personalmente trovo che la situazione si sia evoluta in negativo da quando i social network sono diventati i luoghi perfetti per la polarizzazione politica. Ho una certa età, sono solita scherzare dicendo “Sono Vintage”. Ricordo bene come usavamo i social una decina di anni fa, ma anche meno. Ci poteva essere l’invidia verso qualcuno che faceva (apparentemente) una vita migliore della nostra e quindi stare male per questo, ma penso che i problemi più gravi siano sorti nel momento in cui piattaforme come Instagram, o Linkedin, si sono trasformate in arene di combattimento, nelle quali dimostrare di essere più forte e di avere più ragione dell’altro. Il mondo reale, per quanto spesso peggiore di quello virtuale, è senza dubbio ancora un luogo migliore per interagire, sia perché siamo obbligati a presentarci in maniera più autentica, sia perché siamo portati meno, per svariati motivi, a dire quello che diremmo in un Social… In pratica, la convenzione Sociale.
VICINANZA IN LONTANANZA
In sostanza, credo che dietro alla cortina di una crescente vicinanza, non abbiamo fatto altro che allontanarci.
Siamo tutti “giovani smarriti”.
Di qui il rimando a un ordine universale, l’IMPERATIVO CATEGORICO.
Ne ho già parlato e vorrei ribadire.
Il mio Imperativo categorico a riguardo consiste nel mostrare umiltà, evitare attacchi personali e giudizi non costruttivi, accettare le critiche costruttive, mostrare e dimostrare impegno continuo, finalizzato al miglioramento personale e professionale, ma soprattutto a garantire l’equilibrio psico-emotivo di tutte le persone coinvolte nel rapporto professionale.
I Social Media sono per me un’arma a doppio taglio: uniscono accorciando le distanze geografiche, facilitando la comunicazione e connettendo persone con interessi simili. Tuttavia, possono dividere creando isolamento, alimentando invidia, provocando conflitti relazionali e sostituendo le interazioni reali con quelle virtuali. Il risultato dipende dall’uso.
IN MEDIO STAT VIRTUS
PREGI E VANTAGGI DEI SOCIAL MEDIA
Ritengo che i principali aspetti del dibattito possano riassumersi nelle seguenti categorie:
Aspetti Unificanti (creano Connessione). Riducono le distanze: consentono di intrattenere e mantenere relazioni a migliaia di chilometri di distanza. Permettono di trovare e ritrovare contatti, consentono di riallacciare rapporti con vecchi amici o conoscenti.
Creano Comunità di interesse: facilitano la creazione di gruppi in base a passioni comuni. Forniscono un supporto emotivo: aiutano le persone timide ad esprimersi più facilmente.
ROVESCIO DELLA MEDAGLIA E SVANTAGGI
Da non trascurare gli aspetti Divisivi (generano Isolamento): Isolamento reale, Spesso ci si isola dal contesto fisico circostante (famiglia, amici) per guardare lo schermo. Ne conseguono: conflitti di coppia: l’uso eccessivo, o incontrollato, è associato a minori soddisfazioni relazionali e maggiori rotture dei rapporti. Ne consegue: invidia sociale. Precisamente: l’esposizione costante a vite apparentemente perfette crea invidia e insoddisfazione per la propria vita. Possono indurre Superficialità: possono spingere a privilegiare relazioni superficiali rispetto a rapporti sinceri e profondi. In sintesi, i Social Media, e le reti che ne scaturiscono, i cosiddetti network, sono strumenti neutri la cui natura (unente o divisiva) è definita dall’utente e dalla moderazione del loro utilizzo.
Una domanda conclusiva per me stessa e per voi che mi leggete
Perché ho voluto scrivere un Articolo apparentemente “divisivo” in concomitanza con il 10 maggio?
Per Legge del Contrappasso.
Perché il 10 maggio è la seconda domenica del mese di maggio e si celebra una ricorrenza che vede tutti uniti, Social o non Social Fan, Follower o inseguitori di sogni.
10 maggio: Festa della Mamma.
E la Mamma è una sola, a prescindere dai Social.
Mamma è sinonimo di rispetto per la vita.
La vita non è quella dei Social. La vera vita è quella vissuta tutti i giorni, in ambiente familiare, a lavoro, tra amici, o parenti.
LA CONCLUSIONE?
I SOCIAL UNISCONO A CONDIZIONE CHE
Ci sia rispetto.
I Social sono come i componenti di una Rock Band.
Un insieme di persone e personaggi diversi, accomunati dalla passione per le relazioni umane e la vita in Società.
Ed ecco il riferimento alla figura materna:
“Quando ero ragazzo a casa mia vi erano due cose impopolari: una ero io e l’altra era la mia chitarra”
Bruce Springsteen
Quando ero piccola c’erano due cose impopolari in casa mia:
- Una scatola di cioccolatini, che mia Madre nascondeva accuratamente, per evitare che li mangiassi tutti e facesse una brutta figura quando arrivavano gli ospiti.
- Gli attrezzi da lavoro di mia Madre, accuratamente riposti nella sua borsa da Ostetrica, che io nascondevo, perché non volevo che lei uscisse e lasciasse le figlie a casa, per andare dalle donne quando nasceva “U Criatur’” (il neonato).
[in foto: Nonna Rita, mia Madre, con le quattro figlie e nipoti, o figli di sue Assistite, al seguito. La Grande Famiglia].
Adesso sono cresciuta, sono Vintage, ma ho mantenuto la stessa passione.
Entusiasmo il mio Leitmotiv. Senso per il Rispetto dell’Essere Umano e apprezzamento dell’equilibrio.
Il tutto combinato con la passione per la musica.
Non avrai altro Artista all’infuori di the ONE and Only – Bruce Springsteen.
Il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere.
Un figlio universale, con tanti genitori adottivi e tanti figli al seguito.
Mamma: una parola, una persona.
Social: uno strumento al servizio dell’Umanità.
A tutte le mamme Auguri
Ai Papà: coraggio, perché sappiamo noi con chi avete a che fare.
A tutti noi: La Vita è una sola: viviamola in Società, siamo figli dei tempi, utilizziamo bene i Social.
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