ASTRI NASCENTI PER UN VECCHIO SPORT
Un articolo di Cecilia Di Pierro
Questione di gambe e … calci
Cronaca di un avvenimento annunciato. 8 luglio 1993: si disputa a Reggello (FI) il 1° incontro di calcio femminile nella storia del Football Boehringer Ingelheim Italia

O che t’ha dato di barta il cervello?
Mi chiederebbe qualcuno in fiorentino.
Sei impazzita: traduzione.
Non ho perso la ragione e non sono grulla.
Ritorno al passato per ricordare un Grande della Storia del Calcio italiano e dell’Imprenditoria mondiale: Rocco Commisso (lacrime scendono sulle mie guance mentre digito a ritmo sostenuto, come di consueto).
Esperienze di vita e divertimento a lavoro
Il presente Articolo è il ricordo di una vera e propria partita di calcio disputata nell’Azienda farmaceutica presso la quale ho iniziato la mia carriera di Interprete e Traduttrice, appena terminati gli studi.
40° minuto sui campi di calcio aziendali
Ripropongo il mio Articolo scritto a suo tempo per il Bitelex (giornalino aziendale. Ero nel Comitato di Redazione – C’è sempre un perché, vero Mi Editora Ana ?
Quando si dice che le donne ne sanno una più del diavolo, non si hanno poi tutti i torti.
Una collaboratrice BIT Firenze (Boheringer Ingelheim Italia) partorisce l’idea di disputare una partita di calcio tra donne.
La tradizione diventa … Rivoluzione.
Dopo un primo sondaggio fatto tra le collaboratrici dell’Azienda sopra citata, ed un iniziale rifiuto, dettato forse da un’antica tradizione che sancisce la quasi totale esclusività maschile del calcio, due gruppi di donne emettono il verdetto: “La partita si farà e noi faremo del nostro meglio per rendere questo avvenimento unico ed indimenticabile”.
IL TEMPO DI UNA DECISIONE
Dalla decisione alla data fatidica dell’8 luglio il tempo a disposizione delle “calciatrici” è veramente poco, ma nulla distoglie le “football player” dal loro fermo proposito. Ecco dunque decisa la formazione: 8 Junior versus 8 Senior, Under 30 contro Over 30. 2 tempi di 20 minuti ognuno, con intervallo di 10 minuti.
Allenatori: due star della squadra ufficiale di Calcio Maschile Boehringer Firenze.
Reclutati anche cameramen e fotografi ufficiali. Ci sono perfino guardialinee e arbitro!
L’organizzazione sembra eccellente e il supporto aziendale non manca. Le atlete saranno infatti regolarmente assicurate contro eventuali infortuni e sottoposte a visita medica, per accertare una regolare funzionalità cardiaca e valori pressori nella norma.
Anche il responso del medico incaricato pare non tradire le aspettative: “Cuore atletico”. L’importante è non strafare.
Gli allenamenti iniziano (due per l’esattezza). La “tattica” non è poi così “tattica”, ma emozione e voglia di emergere faranno da pilastro.
Coinvolgimento del Pubblico
Gli spettatori sono suddivisi in due gruppi: quelli scettici sull’esito da un lato, e gli altri curiosi di assistere ad uno spettacolo diverso dal solito.
Tutti condividono un pensiero comune: sarà divertente per spettatori e protagonisti, come dimostra anche una “Nota ufficiale” regolarmente pervenuta, a “Direttori e Capi Servizio”, il giorno prima dell’evento eccezionale.
8 luglio 1993
Uscite da una notte insonne, o popolata da incubi di reti mancate, le due squadre si dirigono, come Calciatori professionali, verso il campo da gioco. L’atmosfera è tesa e calda; le junior/senior, indossando rispettivamente pantaloncini azzurri e maglietta gialla e pantaloncini bianchi e maglietta azzurra, fanno il loro ingresso trionfale, in fila indiana, in ordine crescente, quindi l’arbitro fischia l’inizio.
Il pubblico sventola striscioni di tifo per l’una o l’altra squadra, mentre il ritmo è scandito da suoni di tromba e fischi vari, parte integrante dello show.
Mentre il cuore delle calciatrici batte forte e le voci dei tifosi si fanno sempre più acute, lo svolgimento della partita prevale su tutto. Entrambe determinate a vincere, anche se l’importante è divertirsi, le senior/junior corrono su e giù per il campo; un “cavallo pazzo”, dalla coda rossa, corre più delle altre, mentre l’arbitro (clemente, o di parte?) si limita a fischiare soltanto i falli più clamorosi.
Il gioco coinvolge tutte le parti del corpo (ma chi l’ha detto che si usano soltanto i piedi?): il pallone può essere colpito con il piede o, eccezionalmente, con le braccia e qualsiasi altro attributo fisico! Clamoroso! Non mancano i colpi di testa, ma qui si va sul “Professional”! Mentre il pubblico abbandona le perplessità iniziali… Ma allora ci sanno fare! I giocatori cercano di farsi “campo”, ma ahimè! Dal primo tiro mal tirato di una junior scaturisce il primo “autogoal” a vantaggio della Squadra Senior.
Queste esultano e il pubblico pro-senior grida “Vai, fate vedere chi siete”, ma le Junior non demordono “Se non è vittoria, sarà almeno pareggio”!
Avanti tutta: pur di togliere la palla all’avversario, il pallone viene tirato verso il pubblico. Macché errore! Strategia mirata! Gli allenatori incitano i rispettivi giocatori e li esortano a correre con frasi del tipo “Brave ragazze, state facendo un gioco eccellente. Weiter so”!
Ciak si gira, Click si scatta una foto
Cameramen e fotografi azionano ininterrottamente i loro dispositivi; un cameraman si è addirittura collocato su un casottino di fronte al campo per avere una visione dall’alto, piuttosto che l’illusione di vittoria della sua Squadra del cuore. Ma allora c’è del talento!
Una calciatrice, indovinate chi…, chiede ininterrottamente quanto manchi alla fine del 1° tempo e lo stesso dicasi per il 2°. Durante l’intervallo tra il 1° e il 2° tempo c’è spazio per i primi commenti a caldo, mentre entrambe le Squadre discutono le tattiche successive.
Inizio del 2° tempo
L’Entusiasmo è alle stelle, i muscoli sono ben riscaldati, l’emozione ha ceduto il passo alla determinazione e alle gambe. Corri, vai così e…goal! In favore delle Junior questa volta. Un’azione degna di un vero calciatore e dal pubblico si sente “Grande, bel calcio! Attenzione! Non lasciate campo all’avversario, coprite, marcate, tirate!”, Entrambi gli Allenatori esortano i rispettivi giocatori.
E mentre la solita “cavalla pazza”, paonazza ed accaldata più che mai, chiede all’arbitro quanto manchi alla fine, il gioco si avvia alla conclusione. Con grande gioia della calciatrice impaziente, l’arbitro fischia la fine.
40° minuto
Alé. È finita. 1:1. Qualcuno si azzarda a suggerire i tempi supplementari, ma le squadre insorgono: va bene così. La buona volontà è stata premiate, la sfrontatezza e la tenacia pure, lo spettacolo è riuscito.
16 Star sono nate.
Le giocatrici ricevono un premio di partecipazione.
A distanza di anni…
TEAM
Together Everyone Achieve More
BECAUSE…
Rember in the End
Nobody Wins
Unless Everybody Wins
(Bruce Springsteen)
A Rocco Commisso
Hai vinto tutto
Hai investito per noi
Un Articolo di Redazione:
Cecilia Di Pierro Ana Maria Alvarez

