L’ascolto attivo: una pratica che migliora le relazioni lavorative
Un articolo di Livia Massarelli
Nel mio lavoro come coach, con un approccio olistico alla persona e alla performance, incontro spesso professionisti molto competenti che faticano nel lavoro di team, soprattutto nei momenti di pressione e stress.
Quando siamo sotto tensione, diventa più difficile ascoltare davvero. L’attenzione si restringe, la mente corre avanti e la comunicazione perde qualità. Eppure, gran parte dell’efficacia nel lavoro nasce proprio da lì: dalla capacità di essere presenti, di ascoltare e di creare spazio per l’altro.
Una parte importante del mio lavoro consiste nell’accompagnare le persone a sviluppare strumenti per gestire stress e tensione, e a trovare modalità di comunicazione più consapevoli e rispettose. Anche ottimi professionisti, se non riescono ad ascoltare i propri collaboratori, rischiano di non coglierne i bisogni e di rispondere in modo poco allineato alle reali esigenze del team.
Un aspetto molto comune è la tendenza a interrompere, spesso con le migliori intenzioni: per aiutare, chiarire o contribuire. Tuttavia, l’interruzione può far sentire l’altra persona non ascoltata o poco considerata.
Un piccolo invito alla pratica: la prossima volta che senti il desiderio di intervenire, fermati un istante. Porta attenzione al respiro e lascia che l’altra persona finisca di esprimersi. Poi osserva, con curiosità e senza giudizio, se questo semplice gesto porta più chiarezza, fiducia e qualità nelle tue relazioni professionali.
La leadership consapevole non si misura solo nella capacità di guidare o prendere decisioni, ma anche nella qualità della presenza che portiamo nelle relazioni. Ascoltare in modo autentico è un atto di responsabilità, cura e rispetto: è così che si costruiscono fiducia, collaborazione e team davvero efficaci.

