CRESCERE NEL SECOLO DELLA FORZA

Un articolo di Pasquale Di Matteo

 

Siamo figli di una grande menzogna collettiva, un’allucinazione consensuale che abbiamo chiamato “ordine internazionale basato sulle regole”.

Per decenni, dalle cattedre universitarie alle pagine dei grandi quotidiani, abbiamo insegnato che il mondo stava convergendo verso un modello di democrazia liberale, dove il diritto avrebbe finalmente domato le armi.

Era un’illusione confortante, ma oggi, quella facciata si sta sbriciolando sotto il peso di un cinismo geopolitico che non risparmia nessuno, con l’informazione che non è più uno strumento di conoscenza, ma l’arma più sofisticata di un arsenale invisibile.

 

IL MITO DELL’OCCIDENTE ETICO E LA REALPOLITIK DELLE RISORSE

Dobbiamo avere il coraggio intellettuale di guardare nell’abisso che ci siamo creati da soli.

L’Occidente, che si è autoproclamato custode della libertà, sta agendo con una spregiudicatezza che non ha nulla da invidiare ai regimi che contesta un giorno sì e l’altro pure.

Non è un giudizio morale, ma un’analisi dei fatti. Quando osserviamo le manovre di pressione estrema sul Venezuela o le mire sulla Groenlandia, non stiamo guardando la diffusione dei diritti umani, ma assistiamo alla riedizione della “Dottrina Monroe” e alla caccia all’oro in versione ventunesimo secolo.

Il diritto internazionale è diventato un buffet: le potenze scelgono solo i trattati che solleticano i loro appetiti del momento, ignorando deliberatamente il resto.

Chi possiede le armi più potenti, nucleari o finanziarie, ha deciso che la sovranità degli altri è un concetto elastico, negoziabile solo al rialzo. Il forte fa ciò che può, il debole subisce ciò che deve.

Tucidide non è mai stato così attuale dalle parti di Washington, Mosca o Pechino.

 

L’INFORMAZIONE COME CAMPO DI BATTAGLIA E LA MORTE DELLA VERITÀ

In questo scenario, la comunicazione ha subito una mutazione genetica. Non serve più a illuminare la realtà, ma a oscurarla attraverso una sovrapproduzione di stimoli contraddittori.

Viviamo in un regime di post-verità dove la propaganda non è più la grossolana censura del passato, ma una raffinata strategia.

Se ti inondo di mille versioni della realtà, finirai per non credere a nessuna, e nel dubbio resterai immobile, mentre chi ha il potere agisce nel buio.

Ogni tweet, ogni analisi di think-tank sovvenzionata, ogni immagine satellitare decontestualizzata è un proiettile psicologico lanciato per fabbricare il tuo consenso o, peggio, la tua apatia.

Le grandi piattaforme digitali sono i nuovi feudi di questo scontro, dove algoritmi opachi decidono quale frammento di realtà deve scatenare il tuo sdegno e quale deve essere sepolto dal silenzio.

 

PERCHÉ CAPIRE È UNA STRATEGIA DI SOPRAVVIVENZA

Per chi opera nel mondo reale, per l’imprenditore, per il decisore, per il cittadino che non vuole essere carne da cannone, l’incapacità di leggere queste dinamiche non è solo una lacuna culturale, ma soprattutto un rischio finanziario ed esistenziale.

Se non capisci che una tensione geopolitica in un punto remoto del globo è il preludio a una riconfigurazione delle catene di approvvigionamento energetico a migliaia di chilometri, hai già perso.

Se ti fidi della narrativa ufficiale che dipinge ogni conflitto come una lotta tra “bene” e “male”, resterai impantanato in mercati che crollano e in sanzioni che non avevi previsto. La realtà non ha colori politici; la realtà ha solo vettori di forza e flussi di capitale.

 

VERSO UN’INSURREZIONE INTELLETTUALE: OLTRE LA SUPERFICIE DELLE COSE

Non possiamo più permetterci il lusso dell’ingenuità. Dobbiamo sviluppare una “ermeneutica del sospetto” che sia sistematica e rigorosa. Andare oltre la superficie delle propagande significa decostruire il linguaggio: quando senti parlare di “stabilizzazione”, cerca la risorsa che stanno cercando di controllare; quando senti “intervento umanitario”, osserva la posizione geografica dei porti o delle rotte commerciali circostanti.

La nostra salvezza sta nella capacità di essere nodi indipendenti di pensiero critico in una rete che cerca di uniformarci. È necessario recuperare una visione d’insieme che unisca la sociologia delle masse alla macroeconomia del conflitto.

Solo così potremo anticipare i cambiamenti, proteggere il nostro valore e, forse, reclamare un briciolo di quella democrazia che ci è stata promessa e che oggi viene sacrificata sull’altare della potenza degli armamenti.

 

IL DOVERE DELLA LUCIDITÀ IN UN MONDO INCANCRENITO

Siamo stati svegliati brutalmente da un sogno di pace universale per ritrovarci in un’arena grande quanto l’intero pianeta, dove i trattati sono carta straccia e la forza è l’unica moneta che non si svaluta.

Tuttavia, proprio in questo caos esiste l’opportunità per chi possiede la vista lunga. La conoscenza profonda delle dinamiche del potere non serve a diventare come “loro”, ma a non farsi schiacciare dal loro peso.

Essere umani oggi significa resistere alla semplificazione, rifiutare le fazioni precostituite e cercare ostinatamente la struttura che regge il palcoscenico. Non è un esercizio accademico, è una battaglia per la propria dignità di individui liberi. Il mondo non è quello che vi raccontano; il mondo è quello che riuscite a decifrare strappando il velo della propaganda con la lama di un’intelligenza senza sconti.

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Dott. Pasquale Di Matteo

Giornalista freelance, esperto di Politiche Internazionali ed Economia, Comunicazione e Critica d’arte. Laureato in Scienze della Comunicazione, con un Master in Politiche internazionali ed Economia, laureando in Relazioni Internazionali e Sviluppo economico.
Rappresenta in Italia la società culturale giapponese Reijinsha.Co.

Ha pubblicato i romanzi thriller “Il Segreto di Lukas Kofler”, “Il Lato Oscuro del Tempo”, “Mistero Profondo” e “Le Menti Invisibili”; i saggi d’arte “L’Arte del 10”, “I Veri Artisti Contemporanei Vol. 1, 2, 3, 4, 5”, The Soul of Art (in lingua inglese), “日本におけるイタリア人アーティスト”(in lingua giapponese); i saggi di geopolitica e comunicazione “Dubbi & Verità” (scritto a quattro mani con il Dott. Danilo Preto) e “La Fabbrica della Paura”. Tutti i libri di Pasquale Di Matteo sono disponibili ovunque online e ordinabili in qualsiasi libreria tradizionale, fatta eccezione per il libro in lingua giapponese, pubblicato solo in Giappone.

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